mercoledì 8 novembre 2023

Personalità: Bertucci, Bessagli, Betterra, Bettiza

PIETRO BERTUCCI
Nasce a Lesina ed è figlio del Magnifico Cavalier Girolamo del quale le fonti storiche non ci forniscono notizie. È nominato dal Doge Francesco Donà Cavaliere di San Marco con delibera del Senato della Serenissima Repubblica di Venezia del 14 febbraio 1548 e dal Doge Francesco Donà e con la seguente motivazione:
“Petro filium Magnifici Equitis Domini Hieronymo Bertucij Attici Nobitisq. Pharensis... motu proprio libentissim. promovimus, et ereximus insigni nostro Sancti Marci ab fulgida Domini Nostri Cruce pendente donatum, eaquidem prerogativa ut deniceps pro decoro militare...”.

CAMILLO BESSAGLI
Originario di Ragusa, è segretario della Repubblica e scrive eleganti lettere, riportate da Bartolomeo Gottifredi nella Raccolta di epistole italiane, pubblicata a Venezia nel 1572.

VITTORE BESSAGLI
Originario di Ragusa è un poeta che vive nella seconda metà del ‘500. Nel 1596 è nominato ambasciatore della Repubblica presso l’Arciduca Ferdinando d’Asburgo, Conte del Tirolo e, quattro anni più tardi, nel 1600, presso il papa Clemente VIII.

BARTOLOMEO PROSPERO BETTERRA
Originario di Ragusa, diventa imperial regio pretore. Scrive Odi latine in parte pubblicate sulla “Gazzetta di Zara”, n. 14 e 15 del 1834. Giuseppe Ferrari-Cupilli gli dedica un ponderoso articolo su La Dalmazia n. 21 edita nel 1845.

FELICIANO BETTERRA
Di Ragusa, vive nel ‘500. Medico, scrive De cunctis humani corporis affectibus magna scilicet et deleteria qualitate, stampata in folio a Brescia tra il 1591 ed il 1629, Malinantium variolarum et obiter etiam petechiarum tractatio, pubblicata a Brescia nel 1591 e vari altri scritti di carattere medico.

PIETRO BETTIZA
Nasce a Spalato nel 1891. La sua opera più significativa è il ritratto di Vittorio Bolaffio del 1921. Muore esule in condizioni economiche precarie a Trieste nel 1939.

Personalità: Giadrossi-Gloria, Giadrou, Giadrov, Gianossevich, Gianuzzi, Giassich

GIANNI GIADROSSI-GLORIA
Nasce a Lussinpiccolo, nella Dalmazia quarnerina, il 4 febbraio 1912. Capitano di lungo corso diplomato all’Istituto Tecnico Nautico “Nazario Sauro” di Lussinpiccolo, per conseguire il patentino effettua due viaggi di istruzione sulla nave scuola “Pace”, ultimo veliero della marina mercantile. Riceve la medaglia di bronzo al valor militare sul Fujiama, nave forzatore del blocco navale nemico all’inizio della Seconda guerra mondiale. Muore a Trieste il 22 dicembre 1951.

FRANCO GIADROU
Con il gruppo di Sebenico espone in città nel gennaio 1919 un manifesto per Spalato italiana, ritenendo ancora che i Patti di Londra sarebbero stati onorati e che Sebenico fosse pacificamente italiana.

VINCENZO GIADROV
Nasce a Sebenico e vive nell‘800. Oltre che per la sua attività di medico, è ricordato per l’opera Virtù antifebbrile della gomma di resina di olivo, pubblicata a Milano nel 1831.

GIORGIO GIANOSSEVICH
È eletto Guardian Grande della Scuola dalmata dei Santi Giorgio e Trifone di Venezia nel 1801.

ISEPPO GIANOSSEVICH
È eletto Guardian Grande della Scuola dalmata dei Santi Giorgio e Trifone di Venezia nel 1793.

FRANCESCO GIANUZZI
Spalatino, molto noto nel ‘700. Insegna belle lettere nel locale Seminario per 45 anni ed è apprezzato per lo spirito umanitario e carattere gioviale. È stato insegnante di Ugo Foscolo, che dedica al maestro scritti significativi e affettuosi riconoscimenti.

NICOLO' GIASSICH
Nasce a Spalato dove insegna disegno. Esule a Trieste, è autore di acqueforti e disegni architettonici di notevole valore che espone anche alla Biennale di Roma del 1921.

Personalità: De Gozzi, De Grisogono

GIORGIO DE' GOZZI
Nasce a Torino nel 1899, discendente da una famiglia nobile ragusea in esilio. È diplomatico, storiografo e cultore di storia patria. Sostiene la tesi che la repubblica di Ragusa fosse la Quinta repubblica marinara d’Italia in vari opuscoli, scritti, libri ed in numerosi articoli pubblicati su “La rivista dalmatica”. Muore a Roma nel 1985. 
Opere:  
Falsificazioni sulla memoria adriatica, 1974. 
Giovanni IV e i croati, 1975.
Industrie complementari: falsi storici e servilismo, 1976.
Le sagre del servilismo, 1978. 
Chi paga il massacro della verità, 1979. 
On. Cossiga Lei, su Osimo, si sbaglia, 1980. 
Le bandiere e lo stemma di Ragusa, 1979. 
La cappella di san Biagio dei ragusei a Genova, 1981.
La libera e sovrana repubblica di Ragusa (634-1814), Roma, 1981.
Ragusa, la Quinta repubblica Marinara d’italia, Roma, 1990.

LORENZO DE' GRISOGONO
Nasce a Spalato nel 1590 in una famiglia patrizia. Religioso, appartenente all’ordine dei Gesuiti, è ricordato anche come rettore del Collegio di Loreto ed un valente astronomo. Scrive l’opera Mundus Marianus nella quale descrive l’archetipo celeste e sottolunare edita a Venezia nel 1642. Muore a Trieste tra il 1650 ed il 1653.

NICOLO' DE GRISOGONO
Di Spalato, uomo franco, patriota, pio, dotto ed erudito è nominato Presidente del Governo e dell’Unito Consiglio d’Appello di Zara. Sostituisce abilmente il Bradi nella Magistratura Civile e Governativa della Dalmazia. È decorato con una medaglia del Comune di Spalato nel 1802.

PIETRO DE' GRISOGONO
Sottoscrive il manifesto che indice il 6 maggio 1919 una grande manifestazione a Roma alle Terme di Diocleziano in Piazza dell’Esedra ed un corteo all’Altare della Patria per Spalato italiana.

FEDERICO BORTOLAZZI DE' GRISOGONO
Di Federicus de’ Crysogonus non si sanno con certezza né la data della nascita, né quella della morte. Nasce a Zara intorno al 1472, in una delle più illustri famiglie della città. Dopo alcune avventure militari in Italia e in Francia, nel 1495 studia a Padova, dove poi insegna matematica e astrologia. Ritorna a Zara nel 1508 e trascorre il resto della vita svolgendo attività tipiche dei ricchi aristocratici: amministra le proprietà di famiglia, pratica la medicina ed esercita uffici pubblici, quale componente nel 1527 del Consiglio cittadino. Nel 1537 partecipa alla costruzione del porto di Rimini. 
I principali interessi di De’ Grisogono sono l’astronomia, l’astrologia e la matematica. di lui ci sono pervenuti due libri: Speculum astronomicum, Venezia, 1507, un commento teoretico-matematico sui principi geometrici di Euclide, nel quale è prestata particolare attenzione alla definizione del punto e del parallelo. La sua opera maggiore, Federici de modo collegandi, prognosticandi et curandi febres necnon de humana felicitate ac denique de fluxu et refluxu maris, è il primo testo di medicina edito a Venezia nel 1528, nel quale esamina in termini scientifici il modo di prevenire, prognosticare e curare le febbri, al quale sono inoltre associate interessanti considerazioni sulla felicità umana e sull’alta e bassa marea. Il suo approccio filosofico di base è quello platonico, combinato con elementi aristotelici: il numero è fondamentale per la comprensione di tutte le relazioni nel mondo. L’impostazione sembra piuttosto importante, perché induce all’osservazione quantitativa dei fenomeni naturali. I fenomeni poi vengono interpretati in chiave astrologica, già conosciuta nella filosofia naturale di Abu Masar, scienziato arabo del X secolo. L’influsso degli astri, secondo De’ Grisogono, sarebbe quindi la causa di tutto ciò che succede sulla terra: le malattie, le maree e perfino la felicità e l’infelicità. Inoltre sostiene la medicina astrologica e la dottrina medica sui modi di prevenire, pronosticare e curare le febbri. Il sistema è fondato sull’oroscopo del paziente: l’essenza della malattia e i giorni critici vengono definiti in base all’aspetto del cielo nel momento dell’inizio della malattia e in quello della nascita del paziente. di conseguenza, la posizione dei corpi celesti, le diverse costellazioni e le presenze dei pianeti nelle case astrali vengono collegati con lo stato fisico del paziente e presi in considerazione a fini terapeutici. Nel libro è riportato l’esempio di una persona ammalatasi a Zara il 9 ottobre 1527, con diagramma astrologico e con la relativa interpretazione dalla parte dell’autore delle ragioni che hanno causato la malattia.
Nei cerchi per il calcolo dell’altezza delle maree apre una discussione sulla questione delle maree. Nella sua interpretazione, la luce trasmette l’influenza esercitata dalle stelle (sole e luna compresi) sulla terra. Il fenomeno dell’innalzamento e dell’abbassamento delle acque dell’oceano sarebbe causato non dall’influenza dei raggi solari o lunari che produrrebbero una leggera azione calorifica sulle acque, ma attraverso il loro movimento. De’ Grisogono intende l’influsso astrale come una sorta d’intervento sugli effetti attivi e passivi di tutta la sfera naturale. Si rende, però, lucidamente conto che il Sole e la Luna sono in qualche modo la principale causa delle maree di cui dà un’esatta descrizione. Si suppone che la sua morte risalga al 1538, a Zara.

Personalità: Bralich, Branizza, Bratanich, Brattuti, Brautti, Bressan

GIACOSTINO BRALICH
Pittore dalmata, noto nel 1578 per i suoi numerosi quadri.

ROBERTO BRANIZZA
Con il gruppo di Sebenico espone in città nel gennaio 1919 un manifesto per Spalato italiana, ritenendo ancora che i Patti di Londra sarebbero stati onorati e che Sebenico fosse pacificamente italiana.

ANTONIO BRATANICH
Dirigente della Lega Nazionale, è citato nel Rapporto del 1917 del capitano Neubauer degli i.r. servizi segreti austro-ungarici come irredentista pericoloso.

VINCENZO BRATTUTI
Di Ragusa è un famoso orientalista e diventa interprete a Vienna di Ferdinando II e a Madrid di Filippo IV. Traduce dal turco in italiano e spagnolo l’opera Sull’origine e progressi dei principi ottomani del Saidinio, pubblicata a Vienna nel 1649 ed a Madrid nel 1652, e lo Specchio politico e morale, edito a Madrid nel 1658. Muore a Madrid nel 1680.

NICOLO' BRAUTTI
Nasce all’Isola di Mezzo vicino a Ragusa nel 1564. Precettore di Francesco Aldobrandini, nipote del papa Clemente VIII, è Vescovo di Sarsina, in Emilia. Scrive poesie ed il Martirologium Poeticum, pubblicato a Venezia nel 1630. Muore a Ragusa nel 1632.

TULLIO BRESSAN
Nasce a Zara nel 1916. Dal 1946 vive esule a Trieste. Si laurea a Firenze e svolge l’attività di docente nelle scuole primarie e secondarie e di consulente psicopedagogico. Promuove studi di storia patria, indagini e ricerche sulle scienze pedagogiche, iniziative e convegni di letteratura e d’arte. Presidente dell’Associazione Insegnanti Italiani del Friuli Venezia Giulia fonda il Giornale della Scuola Triestina e nel 1967 la rivista di letteratura giovanile comparata L’Ora del Racconto. Critico e giornalista, organizza corsi di letteratura giovanile e pubblica numerosi articoli sulla letteratura giovanile, elevata a forma specifica di letteratura universale, scienze umane e letteratura giovanile regionale e cittadina. Vive a Trieste.
Opere: 
La scuola attiva a Trieste, 1954; 
Vent’anni di letteratura giovanile regionale, 1962; 
Atti dell’incontro internazionale di letteratura giovanile comparata, 1975; 
Letteratura per l’Infanzia e per la Gioventù nel Friuli Venezia Giulia, Enciclopedia dal F.V.G., 1978; 
Non ammazzate Pinocchio, Napoli, 1979; 
Sentieri di luce, Teoria della Letteratura Giovanile, 1984;
Sul periodico «L’Ora del Racconto» divulga i problemi teorici e pratici della Letteratura Giovanile. Scrive per la RAI-TV di Trieste oltre 70 sceneggiature su: Storia di Trieste e della Regione, Castelli giuliani e friulani nella storia e nella leggenda, Il romanzo di Paolo Diacono (1961).
Pubblica Storia di Muggia, 1956; Storia di Trieste in 3 fascicoli; Le meraviglie del Carso, 1960; Teatro in classe, 1980; La ballata di Tom, 1981 ed altre opere letterarie e poetiche.

Personalità: Capogrosso, Caraman, Caramaneo, Caravà, Carli

MARCO CAPOGROSSO
Nasce a Spalato da famiglia nobile e vive nel secolo XVII. Pittore di gran talento e discepolo di Matteo Ponzoni, realizza numerosi quadri.

EDOARDO CARAMAN
Originario di Spalato, vive a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. È ricordato come un esperto architetto.

ANTONIO CARAMANEO
Nasce a Lissa nel 1658 ed è letterato e cultore di storia patria. Scrive Epistolae philologicae in quosdam nummos et quaedam marmora litterata Dalmatiae, rimasto inedito; La fierezza dei Turchi repressa, Venezia 1687, ed una raccolta di poesie Descrizione dal giardino Morosini in Padova, Venezia, 1686. È conosciuto anche con il nome di Mattiassevich. Muore nel 1721.

GIORGIO CARAVA'
Nasce a Tenin, oggi Knin, nel 1824. Nella Campagna del 1859-60 è capitano nel Primo reggimento dei “Cacciatori delle Alpi” e combatte a Varese ed a San Fermo, dove si distingue per il comportamento esemplare ed è ricordato con una “menzione onorevole”. Partecipa nella terza spedizione della campagna di Garibaldi in Sicilia e, quale maggiore, comanda il Primo Battaglione della Brigata “Corte”. Si distingue particolarmente nelle battaglie condotte sotto le mura di Capua il 15 ed il 30 luglio del 1860 ed è decorato con la medaglia d’argento al Valor militare, poi commutata nella Croce dell’ordine militare di Savoia. Nel 1860 è promosso tenente colonnello e comanda il reggimento della “Brigata Basilicata”. Alla fusione dell’Esercito volontario del meridione con quello regio, assume il comando del 26° reggimento di fanteria. Prende parte alle campagne del 1866 al comando del 5° reggimento Granatieri. Promosso generale, è al comando della 25° Brigata “Ferrara”. In seguito, per alcuni anni, svolge la funzione di Aiutante da campo di re Umberto I e poi, con il grado di tenente generale, comanda le divisioni di Ravenna e di Verona. Muore a Venezia nel 1895.

ANDREA CARLI
Nasce a Spalato e vive nel XIX secolo. Ottico di fama, costruisce diversi strumenti fisici ed ottici e lavora presso vari musei italiani.

Personalità: Zanella, Zanghi, Zaninovich, Zannovich

ANTONIO ZANELLA

Nasce a Zara il 9 luglio 1913. Esule a Mantova, si dedica alla pittura ed alla fotografia artistica. Muore a Lodi nel 1976.


NEREO ZANGHI

Nasce a Zara nel 1913. Nel 1944, assieme al fiumano Adriano Host costituisce il primo Comitato profughi dall’Istria e dalla Dalmazia sorto nell’Italia allora ancora sotto il controllo delle truppe anglo-americane e, nel 1945, l’Unione comitati profughi. Collabora alle riviste “Zara” e “Arena di Pola” ed affronta la problematica della difesa dell’identità nazionale, storica e culturale delle genti dell’esodo. Muore nel 1988.


GIORGIO ZANINOVICH

Nasce a Spalato il 17 aprile del 1876, studia alla Scuola Industriale Superiore di Trieste e diventa “costruttore” del Governo marittimo triestino. Tra il 1895 ed il 1897 lavora a Ragusa, poi nuovamente a Trieste dove si perfeziona con l’architetto Enrico Nordio e con l’ingegnere Luigi Mazzorana. Nel 1898 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Vienna e progetta vari ponti (sullo Swarza a Payerbach, l’Hohebrücke sul Graben a Vienna ed uno a Varsavia). Nel 1901 vince il concorso per un progetto per l’Educandato Superiore Femminile a Zara e nel 1902 si laurea in architettura con un progetto per un casinò a Lesina. Si trasferisce a Trieste dove realizza vari progetti per case e ville. Nel 1915 è arruolato, come suddito austriaco, nell’esercito imperiale è inviato a Pola, Vienna, Mostar e Sarajevo. Presta servizio nell’imperial-regia aeronautica. Tra il 1918 ed il 1930 è attivo a Trieste, lavora nell’ambito di restauri e perizie

e brevetta un nuovo metodo di costruzione, senza ottenere il successo desiderato. Emigra quindi a Buenos Aires, da dove torna

varie volte a Trieste, città nella quale muore il 6 novembre del 1946.


STEFANO ZANNOVICH

Nasce a Pastrovicchio nelle vicinanze di Budua, nella Dalmazia montenegrina il 18 febbraio del 1751. È fratello di Stefano, Annibale e Marco, tutti e tre attivi presso le varie corti europee. I fratelli spesso vengono confusi l’uno con l’altro a causa dei loro nomi che spesso cambiano. Nella sua vita breve e burrascosa lascia una serie di componimenti letterari, quali poesie, novelle e discorsi politici e filosofici in lingua italiana e francese, tradotti in russo, tedesco e svedese. Compie gli studi a Venezia e si laurea a Padova, ma ben presto entra in contrasto con le leggi del tempo poste a salvaguardia della morale pubblica. Acquisisce una vasta cultura grazie ai frequenti viaggi in Italia, Francia, Germania, Olanda, Ungheria ed Austria e grazie alle amicizie strette con intellettuali di spicco quali Voltaire, D’Alambert, Rousseau, Casanova e diversi principi e re europei. Muore suicida nel carcere di Amsterdam il 5

maggio 1786, a soli 35 anni. Insieme ai fratelli Stefano e Annibale è ricordato da vari scrittori, tra i quali anche Giacomo Casanova che lo cita nelle Memorie.

Opere

La Didone: scena drammatica, Rotterdam, 1772.

L’anima: Poema filosofico, s. l., s. n., s. a..

Opere diverse, Parigi, Fr. Amb. didot, 1773.

Lettera a M. D’Alembert, s. l., s. n., s. a..

Il solitario al real parco di Versaglies: canzone, Parigi, Fr. Ambr. didot, 1773.

Pigmalione [Rousseau]; opera del conte Stefano Zannowich, Dalmatico, s.a..

Riflessioni filosofiche-morali, Parigi, Fr. Ambr. Didot, 1773.

Tuerkische Briefe des Prinzen v. Montenegro, Berlin, Arnold Wever, 1777.

La poesie et la philosophie d’un Turc: a 81 queues, a 3 plumes de heron, a 2 aigrettes et a 1 collier d’emeraudes, A Albanopolis, aux depens de l’Auteur, le tout se vend au profit des Pauvres, 1779. L’horoscope politique de la Pologne: ou se trouve le portrait caracteristique du Prince hereditaire de Prusse etc., Cinquieme edition, corigee, augmentee, revue & analisee par un ex. ministre d’etat, A Cetigne sur les bords du lac de Scutari, s. n., 1779.

L’orang-outang d’Europe ou le Polonois tel qu’il est : ouvrage methodique qui a remporte un prix d’histoire naturelle en 1779, s. l., s. n., s. a..

Le grand castriotto d’Albanie. Histoire, Paris, s. N., 1779.

La poesie et la philosophie d’un Turc: a 81 queues, a 3 plumes de heron, a 2 aigrettes et a 1 collier d’emeraudes, Nouvelle edition, ornee du Portrait de l’auteur & augmentee de quatre odes pythiques, d’une epitre du Prince de Prusse au prince Castriotto d’Albanie sur le danger d’aimer les Femmes & de deux Lettres originales du meme Prince, Amsterdam, s. n., 1779.

Epitres pathetiques adresses a Frederic Guillaume, prince-royal de Prusse le bienaime, Nouvelle edition revue, corrigee & augmentee de l’Epitre a la mort; avec plufieurs traductios nouvelles qui n’ont point encore parues; & une lettre du Prince de Prusse sur les femmes, Londres, Will. Adamson, 1780.

Pensees de steepan-Annibale, vieux-berger d’Albanie etc.: epilogue a Frederic-Giullaume, Prince de Prusse, le sage, le Magnifique, le Waillant le bien-aime: ecrites au milieu de la nuit dans le solitaire gouvernement de la Ville d’Ath, dans le hainaut-Austrichien, A Calcute, 1784.

Personalità: Dondini, Doudek, Dragazzo, Drago, Drasa

GUGLIELMO DONDINI
Nasce a Ragusa nel 1606. Appartiene all’ordine dei Gesuiti e lascia numerose opere in lingua latina. Muore nel 1678. 
Opere: 
Memnonius ad philosophicas Gulielmi Dondini Bonon. sem. rom. con. disputationesconcentus M. Antonio Gozadino card. ill. mo lucem amplissimam inferente excitatus atque editus in aula collegii rom. societatis Iesu, Roma, 1623.
Venetus de classe piratica triumphus, Roma, 1638. 
Orationes duae altera de Christi domini cruciatibus in sacello pontificum Vaticano. Die Parasceues, altera de Vrbani 8. P.o.M. principatu in aula collegii Romani anni a fundata societate centesimi postrema die habitae a Gulielmo Dondino societatis Iesu, Roma, 1641. 
Lustrale cosmi tertij magni hetruriae principis lauacrum, Roma, 1645. 
Vladislai 4. Poloniae ac sueciae regis laudatio funebris habita in sacello pontificum Quirinali ad s.D.n. innocentium 10. a Gulielmo Dondino Bonon. e soc. Iesu, 1650.
Lauretana domus aula coelestis oratio ad eminentissimos s.r.E cardinales in templo salutatae Virgini sacro collegij romani societatis iesu habita a Gulielmo Dondino Bonon. Eiusdem societatis, Roma, 1650.
Gulielmi Dondini Bononiensis e societate iesu carmina, Venezia, 1655.
Delphino Ludouici 13. Galliarum regis chistianissimi filio genethliacon Gulielmi Dondini Bonon. societate iesu. Dictum ad eodem in collegio romano. id. nou. 1638, Roma.
Gulielmi Dondini Bononiensis e soc. Iesu panegirici, 1661.
Essequie celebrate dalli padri della compagnia di Gesu del collegio romano a gl’eccellentissimi signori Nicolo’ Ludouisio prencipe di Piombino, e Costanza Panfilia sua moglie, Roma, 1667. 
Selecta heroum spectacula in amphitheatro fortitudinis eleganti poemate repraesentata accessit samson P. Guilielmi Dondini societatis Jesu, Monaco, 1669.
De rebus in Gallia gestis ab Alexandro Farnesio, Roma, 1673.

ALBINO DOUDEK
Dirigente di associazioni italiane di Zara, è citato nel rapporto del 1917 del capitano Neubauer degli i.r. servizi segreti austro-ungarici come irredentista pericoloso.

GIACOMO DRAGAZZO
Nasce nel 1451 a Traù, è vescovo della sua città, professore di diritto all’Università di Arles, consigliere di Carlo VIII. Muore a Roma nel 1499.

SILVANO DRAGO
Nasce a Pago nel 1924 e da giovanissimo inizia la carriera giornalistica. Lavora nella redazione del “S. Marco” a Zara e poi in quella del “Giornale di Dalmazia”. Esule da Zara, a Roma riprende l’attività giornalistica nel “Secolo d’Italia” ed alla RAI, dove svolge ruolo di Capo Servizio per l’estero. È consigliere della Federazione Nazionale della Stampa, fondatore e direttore della “Difesa Adriatica” e cofondatore e vice-presidente dell’Anvgd. È ricordato come un fervido patriota, giornalista nato e polemista brillante che fino all’ultimo difende l’italianità dell’Adriatico orientale ed i diritti e la dignità morale degli esuli fiumani, istriani e dalmati. Muore a Roma nel 1987.

VINCENZO DRAGO
Nasce a Cattaro nel 1770 ed è storico insigne. Scrive storia della Grecia antica in sei volumi, edita a Padova nel 1820, ed uno studio su Alessandro il Macedone. Muore a Spalato nel 1836.

COLLANE NICCOLO' DRASA
Nasce ad Ossero e vive nel ’500, discendente da una antica e nobile famiglia della Dalmazia quarnerina che si estingue nel ’700. 
Nel 1571 è sopracomito della galea chersina “San Nicola con la corona” sulla quale, assieme ad altre 10-11 galee istriane e dalmate, aggregate alla flotta veneziana, partecipa alla battaglia di Lepanto e porta un contributo determinante alla vittoria veneziana e cristiana.