In difesa dell'italianità dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia
mercoledì 27 dicembre 2023
La baia della morte in Dalmazia
L'eccidio del castello di Wazenberg
Vogliamo raccontarvi ciò che successe il 26 ed il 27 dicembre 1942 a due famiglie, una nobile di origine italiana, l’altra benestante slovena, sterminate dai partigiani slavo comunisti nella Carniola perché cattoliche e, quindi, per il loro rifiuto di aderire al movimento partigiano comunista.
La famiglia di Mavsar era una famiglia benestante contadina slovena, proprietaria di molte decine di ettari di terreno, tradizionalmente religiosa, composta da padre, madre e dieci figli. Il capofamiglia, Jožef Mavsar, nel 1935 venne eletto sindaco del comune di Šentrupert (Sentruprecht, in tedesco) come candidato dell’allora Partito popolare sloveno.
Per il suo prestigio e la sua bontà era molto popolare tra i suoi concittadini, garantendo con elargizioni in danaro e beni di prima necessità il sostentamento di molte famiglie povere.
A seguito dell’occupazione italiana della Carniola, nel marzo 1941, Jožef Mavsar quale Sindaco si rifiutò di riconoscere l’autorità militare, osteggiando l’azione dei presidi militari nella cittadina che governava e nel più ampio territorio circostante. Subì più volte interrogatori ed azioni repressive, ed uno dei figli, Pavel, venne internato nel Campo di detenzione Arbe per azioni di sabotaggio.
Nell'autunno del 1941, il Fronte di Liberazione (Osvobodilna Fronta) si rivolse una prima volta a Jožef Mavsar, chiedendo al facoltoso capofamiglia il sostegno politico e materiale ai partigiani: Mavsar sapeva che dietro il Fronte di Liberazione c'era il Partito Comunista e che il movimento aveva già compiuto diversi omicidi di eminenti sloveni innocenti. Pur consapevole di possibili reazioni e vendette, in quanto fervente cattolico rifiutò risolutamente qualsiasi collaborazione coi partigiani.
Dopo numerosi ulteriori contatti, tutti andati a vuoto, il 12 giugno 1942, i caporioni dell’Osvobodilna Fronta organizzarono una seduta del “tribunale del popolo" in cui condannarono a morte tre degli uomini sloveni più importanti e influenti a Šentrupert, che consideravano localmente il più grande ostacolo alla rivoluzione comunista: il pastore Franc Nahtigal, cappellano Franco Cvar e il Sindaco Mavsar.
Pochi giorni dopo, il 16 giugno i partigiani catturarono Nahtigal e Cvar e il 18 giugno, insieme al contadino Alojzije Jakoš, li uccisero crudelmente smembrando i loro cadaveri.
Messo al corrente della sentenza di morte e non volendo mettere in pericolo la sua famiglia, Mavsar si separò da essa, rifugiandosi prima a Trebnje (Treffen, in tedesco) mentre sua moglie Terezija ed i suoi figli rimasero nella fattoria padronale.
I partigiani attaccarono ripetutamente e saccheggiarono completamente la fattoria alla ricerca del Mavsar, e minacciarono di morte tutti i membri della famiglia.
Sempre più in pericolo, il Sindaco Mavsar si rifugiò nel castello di Wazenberg, uno splendido maniero di origine seicentesca abitato da una nobile famiglia di origine bizantina ed italiana: il Conte Felix di Logothetti, sposato con la Contessa, di antica famiglia veneziana, Stella Barbo di Waxenstein. Il castello era presidiato da un drappello di soldati italiani a difesa della famiglia comitale e di diverse personalità anticomuniste che furono ospitate in quel tempo.
A causa delle continue visite notturne di partigiani, minacce e rapine, l'intera famiglia Mavsar si trasferì ben presto nel castello. Di notte dormivano nel maniero e di giorno lavoravano i campi di proprietà.
La riunificazione della maggior parte dei membri della famiglia si rivelò però una mossa drammaticamente imprudente: venuti a conoscenza di ciò, i partigiani comunisti coordinati dal capobanda, tale Lado Ambrožič Novljan (un criminale cui vennero attribuite numerose altre stragi di civili), ebbero l’occasione di sterminarli in una unica azione, che venne messa a punto il giorno di Natale.
Il 26 dicembre, quando l'intera famiglia Mavsar - ad eccezione dei figli Pavle, Franc e Dolfi - era riunita a Wazenberg, una mirata, pesante offensiva dei partigiani permise di sopraffare il presidio militare italiano a difesa del castello e delle persone rifugiatevisi, presidio che venne annientato con l’uccisione sul posto dei soldati.
Un gruppo numeroso di partigiani fece irruzione nel castello uccidendo a coltellate il Conte Felix, la Contessa Stella ed uno dei due figli, il giovane Conte Diodato. Dopo la strage incendiarono il castello costringendo i i membri della famiglia, la servitù e gli altri ospiti ad uscire dal complesso.
Arrestati quasi tutti (soltanto il dodicenne Vilk ed il fratello poco più grande Jože riuscirono a scappare), i componenti della Famiglia Mavsar - il Sindaco Jožef, la consorte Terezija, i figli Darko (di anni 20, campione balcanico di giavvellotto), Ciril (di anni 19), Marija (di anni 17), Peter (di anni 14) ed il piccolo Stanko (di anni 9) - furono imprigionati nelle stalle del castello, torturati per l’intera notte, mutilati ed arsi vivi su di un ceppo appositamente preparato.
I resti dei sette membri della Famiglia Mavsar orribilmente assassinati (il piccolo Anton venne trovato abbracciato al collo della madre) furono sepolti in una fossa comune nel cimitero di Mokronog, perché i partigiani minacciarono di sparare ai becchini se il funerale si fosse svolto nella loro città natale di Šentrupert.
Ma la triste vicenda non è finita qui.
Il piccolo Vilk, undicenne, dopo la strage che uccise gran parte della famiglia, si trasferì nella più sicura Lubiana con i fratelli sopravvissuti, Jože (che era stato ordinato sacerdote) e Dolfi. Imprudentemente rientrati successivamente per alcuni giorni nella natia Šentrupert, furono segnalati da alcune famiglie del posto ed in un agguato il bambino venne ucciso a colpi di fucile il 23 marzo 1943.
Dolfi morì in uno scontro a fuoco il 2 maggio 1943.
Pavle, il fratello internato ad Arbe, per interessamento del fratello sacerdote Jože presso il generale Gastone Gambara, all’epoca Comandante dell’XI Corpo d’Armata con sede a Lubiana, venne liberato, continuando poi a rifiutare l’adesione al movimento partigiano. Verso la fine della guerra venne incluso nelle formazioni cattoliche anticomuniste dei belogardisti, venendo arrestato ed internato a Vitkring, in Carinzia, nel maggio 1945 e poi consegnato come prigioniero ai partigiani, che lo liquidarono.
giovedì 21 dicembre 2023
Recluso nei gulag di Tito perché faceva fuggire italiani
Le famiglie istriane prima dell'esodo pt.2
Montona
Vediamo il dettaglio della pittoresca cittadina murata di Montona, la "San Marino dell'Istria", come viene definita a ragione, che domina da un ameno colle la Valle del Quieto e la Foresta di San Marco. Anche in questo caso indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel centro (con l'esclusione, quindi, delle 7 stanzie/villaggi circostanti di pertinenza) alla data del 31.12.1945.
L'Esodo dal borgo interessò il 95% dei residenti.
Le famiglie più numerose (in totale, villaggi del contado compresi, erano 271, gli abitanti censiti 1122):
PISSACCO e PISSACH (11 famiglie);
BELLETTI (9 famiglie);
GHERSA (8 famiglie);
FURLAN (6 famiglie);
TOMMASI (6 famiglie)
MLADOSSICH e MELADOSSI (5 famiglie);
STEFANUTTI (4 famiglie);
SCHIOZZI (4 famiglie);
SCHIULAZ (4 famiglie);
PAOLETTI (5 famiglie);
ISCRA e ISKRA (5 famiglie);
PERSI e PERSICH (3 famiglie);
ROSELLI (3 famiglie);
ZIGANTE (3 famiglie);
CANDOT (3 famiglie);
CASTRO (3 famiglie).
GIOVANELLI (3 famiglie).
A seguire le altre:
ANDRETTI
ANTONAZ e ANTONELLI
BABBINI
BAISSERO
BASILISCO
BASSO
BATTELLI
BENVEGNÙ
BERNOBICH
BERTINI
BONASSI
BRECEVICH
BRESSAN
BURANEL
CAPELLETTI
CASTAGNA
CASTAGNETTI
CERA
CLIMI e CLIMICH
COLOMBAN
CORNIER
CORAZZA
COTTIGA
VICCO
CERNECCA
DANTIGNANA
DEFRANCESCHI
DEMARIANNA
DEPANGHER
DIVIACCHI e DIVJAK
FABRIS
FACHIN
FATTOR e FATTORICH
FLEGO
FORNASARO
FRANCO
GERMANI e JERMAN
GHERSETICH
GIUNTA
GIUSTINI
GLAVICH
GROSSICH
IANUCCI
KOS
KRANCICH
CRIVICICH
LABINJAN e ALBONESE
LACOSEGLIAZ
LICHAR
LINARDON
MACINI
MADRUSSA
MAIER
MAIZAN
MATTIASSI e MATIASICH
MATTEONI e MATCOVICH
MELON
MOCIBOB
OBAD e ABATELLI
PACORI
PALUSA
PAMICH
PAVAT
PAVESI
PAOLINI e PAVLINICH
PERI e PERICH
PISANI
RABUSIN
RESAR e ROSELLI
ROCCIA
ROINICH
ROSSI
SANDRI
SANTIN
SFORZA
SIROTTI e SIROTICH
SPONZA
SUSANI
SALICH
SENIZZA
STEFANICH
VASCOTTO
VENTIN
VESNAVER
VANETTI
VISENTINI
VITALI
VOIVODA e DUCCHINI
VOICI
WILFINGER
ZACCARIOTTO
ZALUCCHI
ZANETTI
ZANINI e ZANINICH
Isola
Vediamo la situazione a Isola, antichissima cittadina situata tra Capodistria e Pirano.
Anche in questo caso indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel centro alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 93% dei residenti.
Le famiglie più numerose (queste, in totale, comprese le 29 stanzie/villaggi di pertinenza, erano 2106, mentre gli abitanti censiti 7281):
DEGRASSI (297 famiglie);
VASCOTTO (126 famiglie);
DELISE (105 famiglie);
ULCIGRAI (54 famiglie);
BENVENUTI (52 famiglie);
DUDINE (49 famiglie);
PUGLIESE (48 famiglie);
CHICCO (46 famiglie);
CARBONI (46 famiglie);
FELLUGA (40 famiglie);
COLOMBAN (37 famiglie);
DEPASE (35 famiglie);
DAGRI (32 famiglie);
PERENTIN (29 famiglie);
PARMA (28 famiglie);
ZARO (27 famiglie);
DRIOLI (24 famiglie);
RUSSIGNAN (23 famiglie);
COSTANZO (21 famiglie);
DESTE (21 famiglie);
MENIS (21 famiglie);
MARCHESAN (20 famiglie);
BOLOGNA (19 famiglie);
CHELLERI (16 famiglie);
MOSCOLIN (16 famiglie);
TROIAN (16 famiglie);
MONDO (15 famiglie);
BACCI (14 famiglie);
GOINA (13 famiglie);
BRESSAN (12 famiglie);
DEROSSI (11 famiglie);
MORATTO (11 famiglie);
MOZZI (11 famiglie);
POZZETTI (11 famiglie);
DELLORE (10 famiglie);
LORENZUTTI (10 famiglie);
PERTOT (10 famiglie);
STOLFA (10 famiglie);
VIEZZOLI (10 famiglie);
MUSIZZA (9 famiglie);
VITTORI (9 famiglie);
PESARO (8 famiglie);
CONTESINI (8 famiglie);
A seguire le altre:
ACQUAVITA, ANTONAZ, ANTONIASSI, APOLLONIO, ASCHERI, BABICH, BACCHI, BARLO, BARTOLI, BASTIANI, BEAZZOTTI, BELLANI, BELLI, BILLICH, BELLIN, BELTRAME, BEMBICH e BEMBI, BENEDETTI, BENUSSI, BERANI, BERGAMASCO, BERGHINZ, BERLOTTI, BERNARDI, BERNARDELLI, BERTUSINI, BERZÉ, BESTIACO, BETTOSO, BEVILACQUA, BIAGI, BIANCHINI, BOGONI, BILOSLAVO, BOI, BOLCI, BONETTI, BONIN, BONIVENTO, BORDIGNAN, BORDINI, BORDON, BOSSI, BOSICH, BRACCINI, BRAICO, BRAZZAFOLLI, BRUSOLIN, BUGADA, BULIGI, BULLO, BUSSANI, BUSSIGNAN, CALAFIORE, CALEBRINI, CAMPO, CARBONCICH, CASALI, CARLINI, CASSER, CASTRO, CATTUNAR, CAVINI, CECCO, CERAGIOLI, CERGOL, CHAVIEN, CERNIVANI, CHIASELOTTI, CHINESE, CIANI, CITTONI, CIACH CIVIDINO, CIVRAN, CLAI, CLEVA CLUN, COCIANI e COCIANCICH, COCETTA CODARINI, CODELIA, COLOCCI, COLONELLI, COLORIN, CONGEDI, CONTENTO, COPPETTARI, CORBANO, CORBACCI, CORBATTO, CORONICA, CORSELLI, CORTESE, CORTI, COSTA, COSLANI e COSLANO, COSLOVICH, COTTERLE, COVACICH, CRAVERO, CREPAZ, CRESTA, CREVATIN, CURCIO, CENDACH, DAGOSTINI, DAMBROSI, DAMIANI, DANDRI, DAPRETTO, DAVANZO, DAVID, DAVIER, DE IURCO, DELCONTE, DEL GOS, DELUCCA, DE NICOLA, DEPANGHER, DE PETRIS, DEPONTE, DEGIUSTIGNAN, DESENIBUS, DESTRADI, DEVESCOVI, DI BRUSCO, DISARTORI, DIVO, DOBRILLA, DOLCE, DOMIO, DON, DONGATTI, DULAR, DUSSICH, ERMAN, ESPOSITO, FAFACH, FERFOGLIA, FERMO, FERRANDINO, FIESSOLA, FIORENCIS, FERRO, FESTA, FLEGO, FONTANOT, FORCOLIN, FONDA, FORTUNELLO, FRAGIACOMO, FRANCESCHIN, FRANCOLIN, FURLAN, FUSARI, GALLO, GANDOLFO, GANDUSIO, GASPARDI, GELI, GELIZZARO, GENDE, GENERALO, GHERBAZ, GERIN, GIACOMINI, GIACONI, GIANNI, GIORDA, GIORGINI, GIOVANNINI, GIULIANI, GOLIA, GONI, GORDINI, GOTTARDI, GÖTTINGER, GOZZO, GRANDI, GRATTONI, GREGORETTI, GROTTO, GROVAIONO, GRUBER, GUBERTINI, HERVATICH, IVANCICH, GIURISSEVICH, CALLIGARIS e CALIGARIS e CALIGARICH, LANZA, LAURA, LIMONCIN, LONZA, LIPPI, LUCANO, LUGNANI, MACORIG, MAGRIS, MALUTTA, MANELLA, MANOLIN, MANOLA, MANZINI, MARASPIN, MARCOLIN, MARCOVICH, MARCUCCI, MARIN, MARSICH, MARSUT, MARUSSI e MARUSSICH, MARUZZI, MAZZAROL, MAZZAROTTO, MAZZINI, MENDELLA, MENG, METON, MIANI, MICHELI, MIGLIO, MICLAUCICH, MILANI, MILLOCH, MILLO, MILOSSA, MINCA, MINCUS, MIRAGLIA, MLAKAR, MLECUZ, MOCIBOBI, MODESTI, MONARO, MORO, MUSCOLIN, NITSCHMANN, NORDMAN, NOVACCO e NOVAK, OLENICH, OLIVARI, OLSICCO, OPARA, ORLINI, OTZAN, PADOVAN, PAGAN, PALCICH e PALCINI, PANIECH, PARENTIN, PARENZAN, PAROVEL, PASINI, PAOLI, PAUCH, PECCHIERI, PECIAR, PEGAN, PELISCO, PELLEGRINI, PELLIZZARI, PILLIZZARO, PENSO, PERINI, PERZIANO, PERUZZO, PETRICH, PETELIN, PETRONI, PETRONIO, PICCINI, PICIUR, PIZZAMEI, PIERINI, PIOL, POHLEN, POLETTI, POLA, PIOLI, PONIS, PONTRIOLLI, POROPAT, PORTADA, PREDONZANI, PRENCIS, PRESENTIN, PRELAZ, PROHASKA, PUCCINI, PUGGIOTTO, PUSTETTA, RADOSLOVICH, RADIANI, RANIERI, RASMAN, RAVALICO, REPICH, RENER, RICHTER, RICCORDI, RIGUTTI, ROCCO, ROTTA, ROMANOTTI, RUSCONI, RUSSO, RUSTIA, RUZZIER, SAIN, SAITZ, SAMEZ, SANDRI, SANDRI, SANTIMENTIN, SARTORI, SAVORGNAN, SAU, SAUL, SCALA, SCATTO, SCHER, SCHINARDI, SEBASTIANO, SEDMACH, SERRA, SERLI, SECCHINI, SILVI, SINCOVICH, SINICO, SISSA, SCHERCH, SLANOVITZ, SLATICH, SOFIA, SMILOVICH, SORGO, SOSSI, STEFFÈ, STEFANETTI, STOCH, STOCOVICH, STOR, STRADI, STULLE, SURIAN, SVETLICH, SUSTERSICH, TABANI, TAMARO, TAMPLENIZZA, TOFETTI, TOGNAN, TOGNON, TOLIS, TOTIS, TRAIAN, TREVISAN, TROBEZ, TURCH, UDOVICH, UGO, UGRIN, ULNER, URBANI, USCO, VALENTE, VALENTI, VALMARIN, VANNUZZI, VECCHIET, VEDNES, VEGLIACH, VELIA, VENIER, VERCH e VERH, VESNAVER, VIDAL, VIDALI, VINCENTI, VIVODA, VOLK, VISINTIN, WINTER, ZANCOLI, ZANON, ZAMPINI, ZARH, ZECCHINI, ZENNARO, ZERIAL, ZONZA, ZUDINI, ZUGNA, ZULIANI.
Moschiena
Vediamo la situazione a Moschiena, antico borgo appollaiato sulla sommità di un dolce rilievo panoramico, sul golfo del Quarnero.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel borgo alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 70% dei residenti.
Le famiglie erano 84, mentre gli abitanti censiti 236.
Le più numerose:
RUBINI (17 famiglie);
CUMINI (4 famiglie)
SCALAMERA (4 famiglie).
A seguire le altre:
BALACCI, BASSA, BRADI, BERLE, BROVET, BRUGNACCO, CALCI, CASTELLAN, CIULLI, CORI, DESCO, FILIPAS, GALLO, GELUSSI, GIADRESSI, GIOVANETTI, GIOVANNINI, GIOVANNUZZI, LAHARNAR, LAZZARI, LENZI, MARCOVICH, MASSALIN, MAURO, MOCOVICH, MODONUTTI, MOSCARDIN, NEGRI, PERSI, PONTECCHIANI, REGLIA, ROCCIO, RUDAN e RUDANI, SALOMON, SPAROSSI, STERLE, SIMONI, VALLI, VELCI.
Verteneglio
Vediamo il dettaglio della cittadina di Verteneglio, circondata da meravigliose campagne coltivate, situata tra Buie e Cittanova e celebre per la sua produzione di vino ed olio di oliva.
Anche in questo caso indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel centro (con l'esclusione, quindi, delle ben 23 stanzie/villaggi circostanti di pertinenza) alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò oltre il 75% dei residenti.
Le famiglie più numerose (queste, in totale, villaggi del contado compresi, erano 529, mentre gli abitanti censiti 2512):
BARNABÀ (21 famiglie);
FERNETTI (18 famiglie);
GNESDA (15 famiglie);
CATTUNAR (13 famiglie);
PAULUZZI (12 famiglie)
GIURISSI e GIURASSI (10 famiglie)
DELBELLO (9 famiglie);
CODIA (8 famiglie);
DANELON (8 famiglie);
DOZ (8 famiglie);
PIOL (8 famiglie);
CIVITAN (7 famiglie);
BALOS (6 famiglie);
DRUSCOVICH e DRUSCONI e DI DRUSCO(6 famiglie);
MOTTICA (6 famiglie);
SAURO (6 famiglie);
STEFANI (6 famiglie);
CAPPELLARI (5 famiglie);
VISINTIN (5 famiglie);
PERSELLI (5 famiglie);
PIAZZA (4 famiglie);
FOLIN (4 famiglie);
LACOTA (3 famiglie).
A seguire le altre:
BALDAS
BASSAN
BASSANESE
BEACOVICH
BENINI e BENINICH
BERNARDIS
BERNICH
BETTIO
BONBASILI
BONETTI
BONIFACIO
BRAICO
BRUNETTA
BUZZAI
BUROLO
BURSICH e BORSI
BUT
CALLEGARIS
CESARI
CHITTER
CURTO
CINI e CINICH
DELESINA
DI PAOLI
FACHIN
FORMAGLIO
GALLO
GIBERTI
GRABER
GRISANCICH
IVE
GEREBIZZA e JEREBICA
GIUGOVAZ e JUGOVAZ
CLOBAZ
CHMET
KOBALT
KOFFER
COVRA e COVRICH
CRISMAN
LOKMER
MARINCICH
MARTINELLI
MATELICH e MATTELLI
MANGAZIOL
MALANOVICH e MILANI
MONTEGAN
MUGGIA
ORTI
PALMAN
PALUMBO
PAULETTI
PESSARO
PETOCELLI e PETOHLEB
PERTICH
PUZZER e PORELLI
RADIN
RIBOLI
RIZZI
ROMANO
SAIN
SALVI
SASSON
SCHETTINI
SERRA
SIROTICH
SISSOT
SMILOVICH e MILLO
SOLARO
SPERONI
SAULE
STARNISSA
SPITZ
STOCOVAZ
TODERI
TOMASI
TONCHELLA
TRANQUILLI
VATTOVAZ
ZADEO
ZADNIK
ZANICH
ZANIN
ZAPPADOR
ZUANELLI
ZECCHELINI
Cittanova
Vediamo la situazione a Cittanova, bella ed antica cittadina costiera dell'Istria settentrionale, situata tra Umago e Parenzo.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò oltre il 90% dei residenti.
Le famiglie erano 406, mentre gli abitanti censiti 1627.
Le più numerose:
VARIN (21 famiglie);
RADIN (20 famiglie);
SAIN (17 famiglie);
PAVAT (15 famiglie);
ZULLICH (11 famiglie);
TUIACH (11 famiglie);
VERGINELLA (8 famiglie);
POCECCO (7 famiglie);
MANDALEN (6 famiglie);
MANZONI (6 famiglie);
ZACCHIGNA (6 famiglie);
DELBELLO (5 famiglie);
DUSSI e DUSSICH (5 famiglie);
MILLOVAZ (5 famiglie);
PADOVAN (5 famiglie);
ROSSI (5 famiglie).
A seguire le altre:
AIZZARDI, BABICH, BALDES, BALDINI, BASSANESE, BASSI, BATTISTUTTI, BASIACO, BEACOVICH, BELTRAME, BELTRAMINI, BENATO, BENCI, BENINI, BENVEGNÙ, BENVENUTI, BERTOGNA, BERTON, BILOSLAVO, BLASI, BOARI, BONETTI, BOSE, BRAUT, BRECEVICH, BRISCHI, BUCH, BUROLO, BUSDACHIN, CADENARO, CANDUSIO, CANZIANI, CAPPELLARI, CARACCIOLO, CARBONCICH, CASELLI, CASALINI, CATTARINCICH, CATTUNAR, CHIEREGO, CIANI, CIGNINI, CIACH, CLABOT, COCIANCICH, COCIANI, COMINCIO, CORONICA, CORSI, COSLOVICH, COVACICH, CREBEL, CRISANCICH, D'AMBROSI, DE BIANCHI, DE GIRONCOLI, DECOVICH, DEMITRI, DE PADOVA, DOBRILLOVICH, DODICH, DONGETTI, DOZ, DRAGAN, DRUSCOVICH, DUDINE, DUSSINI, FABRIS, FAVA, FAVRETTO, FELETTI, FILIPAZ, FILIPUTTI, FORZA, FRANCESCHINI, FRATANTARO, GIACOMANTONIO, GIANI, GIANOLLA, GIURGEVICH, GIUGOVAZ, GNESDA, GOTTARDI, GOSDAN, GRISANCICH, GULIN, HÖFELE, KUCHAR, HRIBAR, LADICH, LATIN, LEGOVICH, LIESSI, LUBIANA, LUCON, MAIER, MARCUTTI, MARINCICH, MARTINICH, MATELLICH, MAZZALUTI, MAZZERO, MECCHIA, MELON, MILLI, MILLO, MONDO, MUNDA, NACCARI, NACCI, NEUGEBAUER, ORBANI, ORLANDI, ORZAN, PALCICH, PALIOTTA, PAULUZZI, PARENTIN, PAUSLER, PAVATICH, PELIZZARI, PENCO, PERSEL, PERSICH, PICCOLI, PILASTRO, PIOL, PISAN, PISLACH, PIZZAMUS, PIZZINDOLA, PODGORNIK, PORCEDDA, POSAR, PREDONZANI, PRODAN, PUSTETTA, RABUSIN, RADISLOVICH, RADONICICH, RAINIS, RICCOBON, RIZZOTTI, ROMAN, RONCALI, ROTA e ROTTA, ROVIS, RUSSI, SABADIN, SACCHI, SALVADOR, SANTORETTO, SAULE, SAURO, SAVADORI, SCRIGNAR, SCROPETTA, SIMONI, SINCICH, SINCOVICH, SIPICH, SMILOVICH, SORAVITO, SORGO, SREBERNICH STANCICH, STERPIN, STIPANCICH, STOCOVICH, STROMMER, STOLFA, TAMARO, TERZON, THOMANN, TOMASICH, TOMIZZA, TONCHELLA, TORCELLO, TOSOLIN, TRAVAGIN, TULLIANI, UDOVICICH, URBAZ, URIZIO, VALENTICH, VICENZIN, VIDRICH, VIOLA, VISCOVICH, ZACCAI, ZACCARON, ZOGOLINI, ZUCCO.
Corridico
Vediamo la situazione a Corridico, antico borgo agricolo situato al centro dell'Istria, tra San Lorenzo del Pasenatico e Gimino.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel borgo alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 65% dei residenti.
Le famiglie erano 31, mentre gli abitanti censiti 166.
Ecco l'elenco di quelle più numerose:
ARDESSI e RADETICH (6 famiglie);
FABRIS (4 famiglie);
MOFFARDIN (3 famiglie).
A seguire le altre:
AQUILANTE, ERMANNI, CLEVA, LUCCHI, MILANOVICH, OCMAZZA, PAOLETTI, PRENCI, RAICO, VERNIER, VIDAU.
Sansego
Vediamo la situazione a Sansego, la maggiore località della omonima isola situata a ovest di quella di Lussino.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò circa oltre l'85% dei residenti, molti dei quali si trasferirono poi nelle Americhe.
Le famiglie erano 431, mentre gli abitanti censiti 1748.
Ecco le più numerose:
PICINI, PICCINI e PICINICH (127 famiglie);
TARABOCCHIA (66 famiglie);
MORIN (57 famiglie);
BUSSONI (48 famiglie);
MATESSI (50 famiglie);
SCRIVANI (22 famiglie);
MARCONI (14 famiglie).
A seguire le altre:
BARICEVICH, BERNI, BUSANICH, CALCAGNO, COVACICH, CRONCI, DAN-CENGIA, DURIGHELLO, FILIPAS, GHERSINI, HENSCHER, IVELLIA, LECCHI, LETTICH, MATASSICH, PREDONZAN, RADULLO, SUTTORA, VIDULICH.
Castelvenere
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 95% dei residenti.
Le famiglie erano 28, mentre gli abitanti censiti 119
Di seguito l'elenco:
BABICI, BENCI, BULFON, DARIS, GREBLO, GRIMALDA, CLUN, MARCHESSI, MORGAN, PISTAN, PRIBAZZI, SPIZZAMIGLIO, STOPARI, VIDONIS, VISINTIN, VOCCI.
Caroiba del Subiente
Vediamo la situazione a Caroiba del Subiente, antichissima località (il suo nome deriva dal termine romano Quadrivium) situata non lontano dall'antico tracciato della via Flavia che congiungeva nel suo primo tratto Trieste a Pola, all'incrocio di importanti strade di comunicazione tra Montona, Pisino e Parenzo.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò oltre il 70% dei residenti.
Le famiglie erano 54, mentre gli abitanti censiti 236.
Le più numerose:
BARTOLI e BARTOLICH (13 famiglie);
DAVANZO (7 famiglie);
SUSANI (6 famiglie).
A seguire le altre:
ALBONESE, BASSANESE, BERNES, BERTON, CERNE, DAGOSTIN, DERIN, GIANNONI, COSMA, MARUSSICH, MAURO, MOCIBOB, MICCOLI e MICULICH, PACCO, PECENI, PERISINI, PILAT, PILATO, RADESSI, RITOSSA, ROVIS, STOLFA, VALENTI e VALENTICH.
Lisignano
Vediamo la situazione a Lisignano, borgo agricolo dell'Istria sud-orientale, situato tra Sissano e Medolino.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò circa il 70% dei residenti.
Le famiglie erano 278, mentre gli abitanti censiti 936.
Ecco le più numerose:
GARBIN (24 famiglie);
CLUNI (20 famiglie);
PERCUZZI (19 famiglie);
VOINI (17 famiglie);
MILOSSI (15 famiglie);
IUCOPILLA (13 famiglie);
FEDEL (12 famiglie);
SEBELLI (11 famiglie);
BALDE (10 famiglie);
BOGLIUN (10 famiglie);
MOCORINI (9 famiglie);
RANNI (9 famiglie);
DEFRANCESCHI (8 famiglie);
SCHIFFI (7 famiglie);
MISDARI (7 famiglie).
A seguire le altre:
BASSAN, BASSANI, BUBBI, BUSLETTA, CICERAN, COSSARA, COSTESSI, DAMIANI, DOBRAN, DOBRICH, DUSMAN, FERRO, GELSI, GIANESSO, GRACCALI, GRISANI, LA CASSIA, LAGHIGNA, LUCICH, LUCASSI, MARETTI, MAZZAN, MICALLI, MILETTI, MOHORICH, PERCOVICH, POLA, PREMATE, RAVNICH, ROSANDA, RUMAN, SEBELICH, SEVERLIZZA, STICCO, VODINELLI, VOINICH, ZAMA, ZATELLA.
Barbana
Vediamo la situazione a Barbana, antico borgo situato tra Marzana ed Albona, non lontano dal Canale d'Arsa.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò più dell'80% dei residenti.
Le famiglie erano 67, mentre gli abitanti censiti 279.
Le più numerose:
SPADA (8 famiglie);
CLEVA (5 famiglie);
BASTIANI (5 famiglie);
VERBANI (4 famiglie).
A seguire le altre:
BABICH, BASSANI, BENCI, BLASINA, BLARESINA, BONINI, BURSI, CELIA, CICERAN, COSLIANI, DEFRANCESCHI, DE ROSSI, DI PRISCO, FLACCIO, GAMBIN, GIURANI, LUCCHI, MALUSÀ, MARTINI, MATOSSEVI, MENGOTTI, MILLEVOI, MUREDDU, PALMI, PAUSSI, QUARANTA, RABARI, RADOLE, SICIGLIANO, VALLE, VALENTI, ZAMELLI.
Santa Domenica di Visinada
Vediamo la situazione a Santa Domenica di Visinada, bel borgo agricolo situato tra Torre di Parenzo e Visignano, in cui è nata Norma Cossetto.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò l'80% dei residenti.
Le famiglie erano 128, mentre gli abitanti censiti 497.
Le più numerose:
COSSETTO (15 famiglie);
ALBONESE e LABINAZ (11 famiglie);
CATTARINI (7 famiglie);
BRADI (5 famiglie);
BERNOBI (5 famiglie);
FERRARIN (4 famiglie);
GREBAZ (4 famiglie);
PAULI (4 famiglie).
A seguire le altre:
ABRAM e ABRAMI, AMBROSI, ARDESSI, BANOVAZ, BARACCI, BEACO, BERNES, BRAVAR, BERGLIAVA, CAPELLANI, CERVIATI, CORLEVI, CREVATIN, COTTIGA, COVACCI, CRASTI, CRISMA, DECLI e DECLICH, DECOVICH, DIONIS, FATTORI, FINDERLE, GARDELIO, GASPARINI, GIUSTI, GARDELLIe GARDELIN, GHERBA, GIURADA, GRENIO, GIUGOVAZ, LEGOVINI, LONGHINI, MAGNI, MACCHI, MERIGGIOLI, MLATAZ, PERUTA, PIFER, PERCHIANI, PRODAN, RIOSA, RUPIL, SLOCOVICH, TUNTAR, VALENTA, VIVIANI, VISINTIN, VOIVODA, ZACCARON, ZANINI, ZENNARO, ZUBALLI.
Gallignana
Vediamo la situazione a Gallignana, borgo molto antico ed in parte ancora murato nel cuore dell'Istria. Con i suoi 457 m. sul livello del mare, questo bellissimo paese è il più alto Comune della nostra penisola.
Una curiosità: il 6 aprile 1918, accompagnato dal primo ministro Seidler, dal Capo di Stato Maggiore gen. Arz e dal luogotenente Fries-Skene, fece visita alla cittadina l'imperatore d'Austria Carlo I. Fu l'ultima visita in Istria di un membro della Famiglia Asburgo.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò l'80% dei residenti.
Le famiglie erano 91, mentre gli abitanti censiti 450.
Le più numerose:
POLDRUGO (7 famiglie);
ROVINA (6 famiglie);
BASON (4 famiglie);
ERIANI (4 famiglie);
ANICI (3 famiglie);
FRANCO (3 famiglie);
PUTINIA (3 famiglie);
VESCOVI (3 famiglie).
A seguire le altre:
BACCI, BAXA, BALDE, BOSSI, BERGLIAFFA, BARTETTI, CIVITAN, CIULLE, CLARI, DEFRANCESCHI, DEROSSI, FERENCI, FORNASARI, GELUSSI, GRACCO, IVIS, MARZAN, MARTINI, MATTEONI, MAURO, MILANI, MILOSSI, MILOTTI, MERFAN, PRISCIUTI, SALOMON, SCUBLA, SILLI, SIROLLI, SUPLINA, UXA, VALCONI, VALLE, VRETENAR, GIOVI.
Rachele
Vediamo la situazione a Rachele, detta anche Castelnuovo d'Arsa, bella località di agricoltori, pastori e pescatori nei pressi del magnifico ed ancora pressoché incontaminato Canale d’Arsa, antico feudo della famiglia veneziana dei Loredan.
Anche in questo caso, indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel paese alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 50% dei residenti.
Le famiglie erano 250, mentre gli abitanti censiti 1284.
Ecco le più numerose:
PERZAN (54 famiglie);
VALLE (50 famiglie);
MARTINI (15 famiglie);
BALCONI (14 famiglie);
BEDRINA (14famiglie);
LACONI (10 famiglie);
TECOVINI (10 famiglie);
MERCONI (9 famiglie);
IUCOPILLA (7 famiglie).
A seguire le altre:
BELAS, BICCI, BILLI, BLASENA, BALCOVICH, CLUNI, CRELIA, FORNASAR e FORNASARI, FRANCIULLA, LACOVICH, MARTINCICH, MIRCOVICH, PALIN, PERUSCO, SAULI, SCABAR, TADDE, TECOVICH, TRAVINI, VALICH, VITASSI, ZANETTI, ZAULICH.
Pinguente
Vediamo la situazione a Pinguente, antico borgo sviluppatosi nel periodo romano sulla sommità di un ameno colle, a pochi chilometri dalle sorgenti del fiume istriano per antonomasia, il Quieto.
Anche in questo caso indichiamo il cognome e il numero di famiglie che lo portavano e che dimoravano ESCLUSIVAMENTE nel centro alla data del 31.12.1945.
L'Esodo interessò il 90% dei residenti.
Le famiglie erano 128, mentre gli abitanti censiti 386.
Le più numerose :
CEROVAZ e ZEROVAZ (9 famiglie);
COVAN (5 famiglie);
CRIVICCI e CRIVICICH (5 famiglie);
FABIANCICH (4 famiglie);
CLARICH (4 famiglie);
TIMEUS (4 famiglie);
AMBROSI (3 famiglie);
RIGO (3 famiglie);
SELLA (3 famiglie);
VIVODA (3 famiglie).
A seguire le altre:
ANTONAZ, AQUILANTE, AVIGLIANO, BECAR, BIGATTO,BORGY, BRADETICH, BRESENDA, BURDIN, BUTTIGNONI, CERNAZ, CLEMEN, CLONFER, CORAZZA, CROATO, CERNECCA, CROTA, DEBERNARDI, DECLICH, DEPANGHER, DRASCICH, DUSCIO, DUSSICH, FELICI, FERMEGLIA, FILIPUZZI, FLEGO, GIOVANELLI, GLAVINA, GOLIANI, GORTAN, GREBLO, GHERSINICH, GIURISSEVICH, IAGODICH, CORENICH, CHERBAVCICH, LAMPIS, LONGAR, LOVISATTI, MAMBELLI, MARION, MARCHESICH, MARSICH, MATANICH, MATICH, MEDIZZA, MERLICH, MICLAUCICH, MURGIA, NERI, NESICH, NIDER, PAULETICH, POROPAT, PRELAZZI, PRESSELLO, PRODAN, PUNISZ, POSAR, RADE, RITOSSA, ROTTINI, SCALA, SIROLA, SUSMEL, TANCREDI, TOTARO, TROST, UDOVICICH, UKMAR, VALDEMARIN, VORANO ZUGAN.
Le famiglie istriane prima dell'esodo pt.1
Italiani di Orsera: la Famiglia Milliava
Poche notizie abbiamo sulla Famiglia Milliava, che non compare neanche nel censimento curato dall'Unione degli Istriani al momento dell'occupazione jugoslava del 1945. Forse questo è dovuto alla modifica del cognome in "Miglia", di cui è attestata la presenza di 13 famiglie in paese, come suggerito da Carola Miglia che nell'Arena di Pola del 28 novembre 1998 scrive: "Adesso sono Miglia ma il mio vero cognome era Milliava. Sono legata all'Istria perché e stata la terra di mio padre. L'ho conosciuta e nella mia memoria rimarrà sempre come in un quadro immagine di Orsera. Lo scorcio del mare, il colore di quella terra, il cancello dell'orto del nonno, Ia porta della casa con la maniglia che sembrava avesse ancora l'impronta della sua mano. il nonno era falegname, la nonna mandava avanti anche un emporio, quei negozi che vendevano dalla farina all'amo. In qualche modo voglio essere presente alla riesumazione dei ricordi per dire che, però senza nulla levare alle memorie, e consapevole del torto enorme subito e di quanta e stato usurpato, le radici sono in noi, nel nostro sangue, nella forza della famiglia! Il sangue nostro e quello che parte di quella terra!".
In realtà, sempre sull'Arena di Pola del 16 febbraio 1955, viene riportato, che: "Si uniranno in matrimonio il 19 febbraio a S. Pier d'Isonzo il profugo da Orsera Duilio Milliava con la gentile signorina Marcellina Gandini".
A queste notizie si aggiunge la tragica notizia della morte del vicebrigadiere di polizia stradale Giuseppe Miliava, nativo di Orsera, caduto in servizio per incidente stradale, nel centro di Udine, il 22 novembre 1964, durante l'inseguimento di un'auto rubata.
A Gaeta nel 1951 arriva, da sola, la signora Elena Milliava, figlia di Giuseppe e di Angela Spada, vedova, nata ad Orsera il 18 agosto 1891, ed unitasi in matrimonio il 12 gennaio 1929. Nella cittadina tirrenica viene alloggiata presso la caserma di via Guastaferri 45, dove rimane sino al 17 maggio 1954, quando si trasferisce a Torino.
Vergnacco, il villaggio fantasma
Una delle più importanti conseguenze della pulizia etnica e del successivo Esodo dall'Istria fu lo spopolamento, che ha svuotato la gran parte delle città e moltissimi villaggi agricoli, molti dei quali non sono stati riabitati dalle genti jugoslave che Tito aveva fatto venire soprattutto dalle Repubbliche meridionali della defunta Federativa.
L'esempio piu autentico è rappresentato dal villaggio di Vergnacco, poco lontano da Grisignana, distante meno di trenta kilometri in linea d'aria da Trieste.
Al 31.12.1945 gli abitanti erano 145, le famiglie 19 (i cui cognomi erano ERNANIS, FILIPAZ e FILIPAS, OMERO, PEROSSA, PERSICO, STAGNO, VESNAVER e VIGINI).
L'esodo interessò il 100% dei residenti, e l'abitato oggi è un cumulo di rovine.






