In difesa dell'italianità dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia
martedì 28 novembre 2023
Brazza: tra le più italiane delle isole dalmate
La Brazza è una delle più grandi delle isole dalmate, situata nella costa prospiciente alla città di Spalato.
Si tratta - non vi stupirà - di una terra di antiche radici italiane, tanto da far asserire a Matteo Bartoli, grande linguista originario di Albona che condusse in tal senso numerosi studi, che gli italiani erano la maggioranza dell'isola sino agli inizi dell'Ottocento, presenti soprattutto a San Pietro della Brazza, Neresi, Pucischie e Vallo (Bol).
La lunghezza dell'isola è di circa 40 chilometri ed è compresa tra le punte San Giorgio e Speo a ovest, e Capo delle Planche a est.
Con i suoi 780 metri di altezza, il monte San Vito domina questo lembo di Dalmazia, compresa la vicina isola di Smerduglia.
Brazza fu molto nota anche anticamente, in quanto servì prima ai Romani per prelevare le pietre utilizzate poi per costruire il palazzo di Diocleziano, poi ai Veneziani per la cattedrale di Sebenico e alcuni palazzi della città serenissima, infine per il Reichstag di Berlino, il Parlamento di Vienna e perfino la Casa Bianca.
Con la slavizzazione austriaca, moltissimi italiani scelsero di emigrare direttamente in America, tanto da rendere agli occhi dei più stolti ed ignoranti questa isola "una delle meno italiane".
E pensare che fu terra nobilmente italianissima!
Naturalmente non fu annessa all'Italia nel '18 a causa del tradimento degli Alleati o presunti tali, così come non fu annessa nemmeno tra il 1941 e il 1943!
Una particolare produzione artigianale, sviluppatasi recentemente grazie anche al turismo, è quella di saponi e saponette aromatiche (dalla lavanda locale alla polvere d'oro) di svariate fogge, misure e colori.
Quest'isola diede i natali a:
FRANCESCO BONACICH, economista
GIANDOMENICO CARSTULOVICH, patriota
GIOVANNI CARSTULOVICH, patriota irredentista di Neresi
ANDREA CICCARELLI, storiografo di Pucischie
SIMONE DE' CAPOGROSSO, patriota irredentista
MICHELE DE' DOMINIS, patriota irredentista di Postire
PIETRO DE' DOMINIS, storico
NICOLO' DEGL'IVELLIO, giurista e poeta di Vallo (ricordato nell'800 a Spalato per le sue arrighe e in Italia per i componimenti poetici; allegro e spiritoso, è dotato di ragguardevole polemica e adotta uno stile sintetico nei suoi discorsi. Muore di apoplessia in una passeggiata)
NICOLO' DE' MICHIELI-VITTURI, storico
LORENZO FERTILIO, patriota irredentista
GIOVANNI GOSPODNETICH, patriota irredentista di Postire
GREGORIO DI PIETRO, intagliatore
NICOLA LASANEO, scultore
NICOLO' PAVISICH, patriota irredentista di Neresi
BERNARDINO PRODI, poeta
NICOLO' SABBIONCELLO, parroco e patriota irredentista
ANTONIO TOMMASEO DE' PONZETTA, patriota irredentista morto in guerra per l'Italia nel 1917.
Alcuni personaggi italiani o di cultura italiana di Cattaro e zona costiera in generale (del Montenegro) slavizzati dagli slavi e diventati, la maggior parte, personaggi croati
Giovanni Bona de Boliris di Cattaro diventato Ivan Bona, croato.
Ludovico Pasquali di Cattaro diventato Ljudevit Pašković/Ludvig Paskvalić/Ludvig Paskalić/Ludovik Paskvojević, croato.
Cristoforo Ivanovich diventato Krsto Ivanović, croato.
Tommaso Medini diventato Tom Medin, croato/montenegrino.
Stefano Zannowich, noto anche come Zanovich Babbindon citato anche nelle memorie di Casanova, diventato Stjepan Zanović croato/montenegrino serbo.
Andrea Paltasichi diventato Andrija Paltašić;
Trifone Smecchia diventato Tripo Smeća/Smekija/ Smekja, croato/montenegrino. Oggi i suoi discendenti vivono a Trieste.
Trifone Cocoglia diventato Tripo Kokolja/Trifun Kokoljić.
Giulio Ballovich diventato Julije Balović (e tutti gli altri Ballovich)
L'Enciclopedia croata lo descrive come un "capitano e cronista navale croato" e osserva che il suo dizionario croato-italiano è stato uno dei primi nel suo genere. È incluso nella Storia del popolo serbo pubblicata dalla Gilda letteraria serba.
Giuseppe Viscovich diventato Josip Visković.
Paolo Bisanti diventato Pavao Bizanti, croato.
Beato Grazia (Graziano) da Cattaro diventato Gracija Kotoroski, croato.
Giovanni Bujovich diventato Ivan Bujović. Era socio dell'Accademia dei Georgofili di Firenze.
Conte Giovanni Burovich diventato Ivan Burović. Il capitano Giovanni di Gregorio Burovich, nato intorno al 1660, si mise al servizio di Venezia, e si distinse in molte imprese belliche, tra cui la conquista di Castelnuovo in Dalmazia. Queste imprese gli valsero nel 1696 il titolo di sovrintendente della fortezza. La sua famiglia ereditò da Sesto al Reghena la proprietà immobiliare, composta da terreni, il Palazzetto lungo via Roma e un laboratorio di mondatura del riso. Il palazzo, già Corner, ha una facciata in parte dipinta con scene rurali e conserva nel cortile un bell'esempio di giardino all'italiana.
Giacinto Zanobetti Vescovo di Cattaro diventato Hijacinta Zanobetti.
Antonio Zambella diventato Antun Zambela
Benedetto Stay
Benedetto Stay (Ragusa di Dalmazia, 1714 – Roma, 25 febbraio 1801) è stato un presbitero, latinista, poeta e filosofo italiano.
Nato nel 1714 a Ragusa in Dalmazia da una famiglia illustre, fu educato nella sua città dai gesuiti e si fece ecclesiastico.
Ebbe profonde conoscenze matematiche e filosofiche; fu padrone della lingua latina, nella quale verseggiò con facilità. In seguito ai ripetuti richiami di alcuni suoi concittadini e del fratello Cristoforo si trasferì nel 1746 a Roma, dove fu accolto con onori e ottenne in seguito, tra l'altro, la cattedra di eloquenza alla Sapienza. Sotto i pontificati di Clemente XIII e Clemente XIV, di Pio VI e Pio VII ebbe insieme con il fratello varie e importanti cariche. Morì a Roma il 25 febbraio 1801.
La fama di Stay è dovuta soprattutto a due eleganti poemi didascalici in latino: il primo sulla filosofia di Cartesio, Philosophiæ versibus traditæ libri VI, 1744; il secondo sulle dottrine di Newton: Philosophiæ recentioris versibus traditæ libri X, 3 voll., 1755-92. Nell'uno e nell'altro, con versi armoniosi ed eleganti, rese eccessibili e piacevoli, teorie, dottrine e concetti difficili tanto da far dire a Melchiorre Cesarotti che i suoi lavori facevano ricordare e insieme dimenticare il De rerum natura di Lucrezio.
Bernardo Zamagna
Bernardo Zamagna (Ragusa, 5 novembre 1735 – Ragusa, 20 aprile 1820) è stato un gesuita, poeta e teologo italiano nato nella storica famiglia nobiliare Ragusea dei Zamagna.
Dopo aver studiato in un istituto di Gesuiti, a diciott'anni si trasferì a Roma per studiare ed iniziare il suo noviziato a Sant'Andrea al Quirinale. Al termine dei primi due anni di studio prese i voti e continuò a studiare sotto gli insegnanti ragusani Raimondo Cunich e Ruggiero Giuseppe Boscovich. Dopo aver concluso i suoi studi a Roma, andò a vivere a Siena.
Poeta e scienziato con una passione per l'astronomia, a soli vent'anni pubblicò un poema in latino "De aucupio accipitris" (La caccia dello sparviero), presto ripubblicato in Germania. In seguito tradusse in latino l'Odissea nel 1777 ("Homeri Odyssea Latinis Versibus Expressa"), questa edizione fu dedicata, con una lunga lettera di esametri latini, al Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, alla corte del quale Zamagna era stato spedito dal Senato di Ragusa.
Scrisse anche dei commentari a Esiodo e Teocrito (Parma 1768), Catullo, Tibullo e Properzio. Rifiutò la cattedra di greco all'università di Milano, offertagli da Maria Teresa d'Austria. Nel 1783 ritornò invece a Ragusa, in Dalmazia, dove morì il 20 aprile del 1820.
Opere:
(LA) Bernardo Zamagna e Raimondo Cunich, Bernardi Zamagnae e Societate Jesu Echo libri duo. Selecta Graecorum Carmina versa latine a Raymundo Cunichio ex eadem societate, Romae, Komarek, 1764. URL consultato il 7 agosto 2015.
(LA) Bernardo Zamagna, Navis aeria, Romae, Paolo Giunchi, 1768. URL consultato il 23 febbraio 2015.
(LA) Bernardo Zamagna, Homeri Odyssea latinis versibus expressa a Bernardo Zamagna Ragusino, Senis, Pazzini, 1777. URL consultato il 7 agosto 2015.
(EL, LA) Θεοκρίτου, Μόσχου και Βίωνος εἰδύλλια πάντα, traduzione di Bernardo Zamagna, Parmae, in aedibus Palatinis, typis Bodonianis, 1792. URL consultato il 7 agosto 2015.
(LA) Bernardo Zamagna, Opera omnia Hesiodi Ascrei..., Parmae, 1797.
Bernardo Zamagna, Elegie sacre latine sulle principali feste di Maria Vergine..., Genova, dalla tipografia Ponthenier, 1825. URL consultato il 7 agosto 2015
Raimondo Cunich
Raimondo Cunich (Ragusa di Dalmazia, 17 gennaio 1719 – Roma, 22 novembre 1794) è stato un umanista, grecista e latinista italiano.
Dopo i primi studi a Ragusa, entrò nel 1734 nella Compagnia di Gesù, a Roma, e insegnò a Fermo, Città di Castello e Firenze. Completati gli studi nel Collegio Romano, dal 1768 vi insegnò retorica. A Roma fu protagonista della vita culturale; curò la pubblicazione di un'antologia, decantò poesie ai funerali dei pontefici Gregorio XIII e Clemente XIII e fece parte dell'Accademia dell'Arcadia.
La sua fatica maggiore e più nota fu senz'altro la traduzione dell'Iliade in esametri latini, pubblicata nel 1776. La sua versione fu tenuta presente da Vincenzo Monti, che, come noto, restituì in italiano l'opera omerica con grande successo. Cunich tradusse, tra le altre cose, anche sette idilli di Teocrito.
Opere:
(LA) Bernardo Zamagna e Raimondo Cunich, Bernardi Zamagnae e Societate Jesu Echo libri duo. Selecta Graecorum Carmina versa latine a Raymundo Cunichio ex eadem societate, Romae, Komarek, 1764. URL consultato il 7 agosto 2015.
Prose e versi degli Accademici Infecondi, Tom. I, pp. 300-305, Roma, 1764.
Elegia e due Epigrammi pel senatore Abbondio Rezzonico, Roma, 1766.
Arcadum Carm. Pars III. Quattro Elegie, pag. 200, Romae, 1768.
(LA) Raimondo Cunich, Anthologica sive epigrammata anthologiae Graecorum selecta, latinis versibus reddita et animadversionibus illustrata, Romae, Michaelis Angeli Barbiellini, 1771.
(LA) Raimondo Cunich, Homeri Ilias, latinis versibus expressa a Raymondo Cunichio ragusini. Ad amplissimum virum Balthassarem Odescalchium, Romae, Joannes Zempel, 1776.
(LA) Raimondo Cunich, L'epitalamio d'Elena idillio di Teocrito in verso latino del signor Abate Raimondo Cunich, in Poesie degli Accademici Occulti pubblicate in occasione delle nozze delle Loro Eccellenze il Signor Don Baldassare Odescalchi, Duca di Ceri, e la Signora Donna Caterina Giustiniani de' principi di Bassano, celebrate il dì 7. d'aprile 1777, Romae, 1777.
lunedì 27 novembre 2023
Bernardo Parentino
Bernardo Parentino (talvolta anche Bernardino Parentino, Bernardo Parenzano o anche Bernardo da Parenzo) (Parenzo, 1437 circa – Vicenza, 28 ottobre 1531) è stato un pittore italiano.
Originario di Parenzo, in Istria, dove era nato presumibilmente intorno alla metà del XV secolo, probabilmente ricevette la sua prima formazione nell'ambiente dalmata dominato da Giorgio Schiavone. Già le sue prime opere sono caratterizzate da dettagli di tipo antiquario, come si può vedere da particolari che si riferiscono a lapidi e iscrizioni della sua terra; questa tendenza proseguì anche dopo il suo trasferimento in Veneto, dove entrò nell'orbita di Francesco Squarcione e della sua bottega. Ha lavorato a Mantova alla corte di Francesco II Gonzaga.
Opere:
Adorazione dei Magi - Museo del Louvre, Parigi;
Tentazioni di sant'Antonio, 46,4x58,2 cm, olio su tavola - Galleria Doria Pamphilj - Roma;
San Sebastiano, 1480 circa, 51,4x34,1 cm, olio su tavola - Hampton Court - Londra;
Scena di battaglia, 1489 ca. - 1494 ca., affresco trasportato su tela, 47 × 54 cm -Pinacoteca Malaspina - Pavia;
San Sebastiano, 91,7x31,2 cm, olio su tavola - Museo nazionale di Villa Guinigi - Lucca;
San Rocco, 91,7x31,2 cm, olio su tavola - Museo nazionale di Villa Guinigi - Lucca.

