martedì 28 novembre 2023

Alcuni personaggi italiani o di cultura italiana di Cattaro e zona costiera in generale (del Montenegro) slavizzati dagli slavi e diventati, la maggior parte, personaggi croati

Giovanni Bona de Boliris di Cattaro diventato Ivan Bona, croato.

Ludovico Pasquali di Cattaro diventato Ljudevit Pašković/Ludvig Paskvalić/Ludvig Paskalić/Ludovik Paskvojević, croato.

Cristoforo Ivanovich diventato Krsto Ivanović, croato.

Tommaso Medini diventato Tom Medin, croato/montenegrino.

Stefano Zannowich, noto anche come Zanovich Babbindon citato anche nelle memorie di Casanova, diventato Stjepan Zanović croato/montenegrino serbo.

Andrea Paltasichi diventato Andrija Paltašić;

Trifone Smecchia diventato Tripo Smeća/Smekija/ Smekja, croato/montenegrino. Oggi i suoi discendenti vivono a Trieste.

Trifone Cocoglia diventato Tripo Kokolja/Trifun Kokoljić.

Giulio Ballovich diventato Julije Balović (e tutti gli altri Ballovich) 

L'Enciclopedia croata lo descrive come un "capitano e cronista navale croato" e osserva che il suo dizionario croato-italiano è stato uno dei primi nel suo genere. È incluso nella Storia del popolo serbo pubblicata dalla Gilda letteraria serba.

Giuseppe Viscovich diventato Josip Visković.

Paolo Bisanti diventato Pavao Bizanti, croato.

Beato Grazia (Graziano) da Cattaro diventato Gracija Kotoroski, croato.

Giovanni Bujovich diventato Ivan Bujović. Era socio dell'Accademia dei Georgofili di Firenze.

Conte Giovanni Burovich diventato Ivan Burović. Il capitano Giovanni di Gregorio Burovich, nato intorno al 1660, si mise al servizio di Venezia, e si distinse in molte imprese belliche, tra cui la conquista di Castelnuovo in Dalmazia. Queste imprese gli valsero nel 1696 il titolo di sovrintendente della fortezza. La sua famiglia ereditò da Sesto al Reghena la proprietà immobiliare, composta da terreni, il Palazzetto lungo via Roma e un laboratorio di mondatura del riso. Il palazzo, già Corner, ha una facciata in parte dipinta con scene rurali e conserva nel cortile un bell'esempio di giardino all'italiana.

Giacinto Zanobetti Vescovo di Cattaro diventato Hijacinta Zanobetti.

Antonio Zambella diventato Antun Zambela

Benedetto Stay

Benedetto Stay (Ragusa di Dalmazia, 1714 – Roma, 25 febbraio 1801) è stato un presbitero, latinista, poeta e filosofo italiano.

Nato nel 1714 a Ragusa in Dalmazia da una famiglia illustre, fu educato nella sua città dai gesuiti e si fece ecclesiastico.

Ebbe profonde conoscenze matematiche e filosofiche; fu padrone della lingua latina, nella quale verseggiò con facilità. In seguito ai ripetuti richiami di alcuni suoi concittadini e del fratello Cristoforo si trasferì nel 1746 a Roma, dove fu accolto con onori e ottenne in seguito, tra l'altro, la cattedra di eloquenza alla Sapienza. Sotto i pontificati di Clemente XIII e Clemente XIV, di Pio VI e Pio VII ebbe insieme con il fratello varie e importanti cariche. Morì a Roma il 25 febbraio 1801.

La fama di Stay è dovuta soprattutto a due eleganti poemi didascalici in latino: il primo sulla filosofia di Cartesio, Philosophiæ versibus traditæ libri VI, 1744; il secondo sulle dottrine di Newton: Philosophiæ recentioris versibus traditæ libri X, 3 voll., 1755-92. Nell'uno e nell'altro, con versi armoniosi ed eleganti, rese eccessibili e piacevoli, teorie, dottrine e concetti difficili tanto da far dire a Melchiorre Cesarotti che i suoi lavori facevano ricordare e insieme dimenticare il De rerum natura di Lucrezio.

Bernardo Zamagna

Bernardo Zamagna (Ragusa, 5 novembre 1735 – Ragusa, 20 aprile 1820) è stato un gesuita, poeta e teologo italiano nato nella storica famiglia nobiliare Ragusea dei Zamagna.

Dopo aver studiato in un istituto di Gesuiti, a diciott'anni si trasferì a Roma per studiare ed iniziare il suo noviziato a Sant'Andrea al Quirinale. Al termine dei primi due anni di studio prese i voti e continuò a studiare sotto gli insegnanti ragusani Raimondo Cunich e Ruggiero Giuseppe Boscovich. Dopo aver concluso i suoi studi a Roma, andò a vivere a Siena.

Poeta e scienziato con una passione per l'astronomia, a soli vent'anni pubblicò un poema in latino "De aucupio accipitris" (La caccia dello sparviero), presto ripubblicato in Germania. In seguito tradusse in latino l'Odissea nel 1777 ("Homeri Odyssea Latinis Versibus Expressa"), questa edizione fu dedicata, con una lunga lettera di esametri latini, al Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, alla corte del quale Zamagna era stato spedito dal Senato di Ragusa.

Scrisse anche dei commentari a Esiodo e Teocrito (Parma 1768), Catullo, Tibullo e Properzio. Rifiutò la cattedra di greco all'università di Milano, offertagli da Maria Teresa d'Austria. Nel 1783 ritornò invece a Ragusa, in Dalmazia, dove morì il 20 aprile del 1820.

Opere:

(LA) Bernardo Zamagna e Raimondo Cunich, Bernardi Zamagnae e Societate Jesu Echo libri duo. Selecta Graecorum Carmina versa latine a Raymundo Cunichio ex eadem societate, Romae, Komarek, 1764. URL consultato il 7 agosto 2015.

(LA) Bernardo Zamagna, Navis aeria, Romae, Paolo Giunchi, 1768. URL consultato il 23 febbraio 2015.

(LA) Bernardo Zamagna, Homeri Odyssea latinis versibus expressa a Bernardo Zamagna Ragusino, Senis, Pazzini, 1777. URL consultato il 7 agosto 2015.

(EL, LA) Θεοκρίτου, Μόσχου και Βίωνος εἰδύλλια πάντα, traduzione di Bernardo Zamagna, Parmae, in aedibus Palatinis, typis Bodonianis, 1792. URL consultato il 7 agosto 2015.

(LA) Bernardo Zamagna, Opera omnia Hesiodi Ascrei..., Parmae, 1797.

Bernardo Zamagna, Elegie sacre latine sulle principali feste di Maria Vergine..., Genova, dalla tipografia Ponthenier, 1825. URL consultato il 7 agosto 2015

Raimondo Cunich

Raimondo Cunich (Ragusa di Dalmazia, 17 gennaio 1719 – Roma, 22 novembre 1794) è stato un umanista, grecista e latinista italiano.

Dopo i primi studi a Ragusa, entrò nel 1734 nella Compagnia di Gesù, a Roma, e insegnò a Fermo, Città di Castello e Firenze. Completati gli studi nel Collegio Romano, dal 1768 vi insegnò retorica. A Roma fu protagonista della vita culturale; curò la pubblicazione di un'antologia, decantò poesie ai funerali dei pontefici Gregorio XIII e Clemente XIII e fece parte dell'Accademia dell'Arcadia.

La sua fatica maggiore e più nota fu senz'altro la traduzione dell'Iliade in esametri latini, pubblicata nel 1776. La sua versione fu tenuta presente da Vincenzo Monti, che, come noto, restituì in italiano l'opera omerica con grande successo. Cunich tradusse, tra le altre cose, anche sette idilli di Teocrito.

Opere:

(LA) Bernardo Zamagna e Raimondo Cunich, Bernardi Zamagnae e Societate Jesu Echo libri duo. Selecta Graecorum Carmina versa latine a Raymundo Cunichio ex eadem societate, Romae, Komarek, 1764. URL consultato il 7 agosto 2015.

Prose e versi degli Accademici Infecondi, Tom. I, pp. 300-305, Roma, 1764.

Elegia e due Epigrammi pel senatore Abbondio Rezzonico, Roma, 1766.

Arcadum Carm. Pars III. Quattro Elegie, pag. 200, Romae, 1768.

(LA) Raimondo Cunich, Anthologica sive epigrammata anthologiae Graecorum selecta, latinis versibus reddita et animadversionibus illustrata, Romae, Michaelis Angeli Barbiellini, 1771.

(LA) Raimondo Cunich, Homeri Ilias, latinis versibus expressa a Raymondo Cunichio ragusini. Ad amplissimum virum Balthassarem Odescalchium, Romae, Joannes Zempel, 1776.

(LA) Raimondo Cunich, L'epitalamio d'Elena idillio di Teocrito in verso latino del signor Abate Raimondo Cunich, in Poesie degli Accademici Occulti pubblicate in occasione delle nozze delle Loro Eccellenze il Signor Don Baldassare Odescalchi, Duca di Ceri, e la Signora Donna Caterina Giustiniani de' principi di Bassano, celebrate il dì 7. d'aprile 1777, Romae, 1777.

lunedì 27 novembre 2023

Bernardo Parentino

Bernardo Parentino (talvolta anche Bernardino Parentino, Bernardo Parenzano o anche Bernardo da Parenzo) (Parenzo, 1437 circa – Vicenza, 28 ottobre 1531) è stato un pittore italiano.

Originario di Parenzo, in Istria, dove era nato presumibilmente intorno alla metà del XV secolo, probabilmente ricevette la sua prima formazione nell'ambiente dalmata dominato da Giorgio Schiavone. Già le sue prime opere sono caratterizzate da dettagli di tipo antiquario, come si può vedere da particolari che si riferiscono a lapidi e iscrizioni della sua terra; questa tendenza proseguì anche dopo il suo trasferimento in Veneto, dove entrò nell'orbita di Francesco Squarcione e della sua bottega. Ha lavorato a Mantova alla corte di Francesco II Gonzaga.

Opere:

Adorazione dei Magi - Museo del Louvre, Parigi;

Tentazioni di sant'Antonio, 46,4x58,2 cm, olio su tavola - Galleria Doria Pamphilj - Roma;

San Sebastiano, 1480 circa, 51,4x34,1 cm, olio su tavola - Hampton Court - Londra;

Scena di battaglia, 1489 ca. - 1494 ca., affresco trasportato su tela, 47 × 54 cm -Pinacoteca Malaspina - Pavia;

San Sebastiano, 91,7x31,2 cm, olio su tavola - Museo nazionale di Villa Guinigi - Lucca;

San Rocco, 91,7x31,2 cm, olio su tavola - Museo nazionale di Villa Guinigi - Lucca.

Giacomo Zammattio

Giacomo Zammattio (Trieste, 1855 – Trieste, 1927) è stato un architetto italiano.

Dopo essersi diplomato nel 1874 presso il ginnasio tedesco di Trieste e avere frequentato un corso serale di disegno, si trasferì a Vienna per continuare i suoi studi di architettura presso il Politecnico di Vienna, dove conobbe Enrico Nordio (amico di Friedrich von Schmidt) e fu allievo del professore Heinrich von Ferstel che insegnava il recupero dello stile rinascimentale italiano.

Conseguita la laurea in architettura, ritornò a Trieste dove prese parte alla vita culturale cittadina (fu tra i fondatori e primo segretario del Circolo artistico triestino) e iniziò a lavorare come capocantiere.

Nel 1881 realizzò il suo primo progetto rilevante: la casa di via Battisti 35, con una facciata neoclassica; in seguito, riprendendo gli studi viennesi, Zammattio predilesse il ritorno allo stile neorinascimentale e cinque-seicentesco italiano.

Nel 1884 avvenne la svolta della sua carriera, quando il sindaco di Fiume, Giovanni Ciotta, lo nominò direttore dei lavori per il Teatro comunale e progettista delle scuole maschile e femminile della città l'anno seguente.

Nel 1887 realizzò il palazzo Plök in stile neobarocco, mentre richiama lo stile cinquecentesco e palladiano il palazzo della Società Filoarmonica-Drammatica del 1889. Sempre in stile neobarocco realizzò le case in via De Amicis (1895) e in via Parini (1894-95), oltre al maestoso palazzo della Cassa di Risparmio Fiumana (1896).

In seguito iniziò a progettare le case d'abitazione in stile neorinascimentale toscano (casa in Corso Mussolini con ampie arcate basamentali del 1895), o con architetture lombardesche che richiamano le indicazioni di Camillo Boito (casa Whitehead in via De Amicis 4 del 1896).

Nel 1904 Zammattio tornò di nuovo a Trieste, proponendo edifici con stile storicistico neorinascimentale (in contrapposizione allo stile liberty di gran moda in quegli anni): villa Panfili (1907) e palazzo Dettelbach (1909), quest'ultimo decorato con motivi floreali da Pietro Lucano.

Tra gli ultimi lavori, si ricorda la sede INAIL del 1926, realizzata insieme ad Enrico Nordio, e gli interni della sala del Littorio (1926), mentre la Stazione marittima di Trieste (1926-1928), progettata in collaborazione con Umberto Nordio, fu l'unica opera in stile funzionale in cemento armato a vista.

Opere:

1881 - Casa in via Battisti 35, Trieste

1884 - Teatro comunale, Fiume

1885 - Scuole maschile e femminile, Fiume

1888 - Palazzo Ploech, Fiume

1889 - Palazzo della Società Filoarmonica-Drammatica, Fiume

1895 - Casa sul Corso Mussolini, Fiume

1896 - Sede per la Cassa di Risparmio Fiumana, Fiume

1896 - Casa Veneziana (nota anche come Casa Whitehead), in via De Amicis 4, Fiume

1907 - Villa Panfili, Trieste

1909 - Palazzo Dettelbach, Trieste

1926 - Sede INAIL, Trieste

1926-1928 - Stazione marittima di Trieste

Famiglia: Nordio

Federico Nordio, detto Enrico (Trieste, 24 settembre 1851 – Trieste, 3 dicembre 1923), è stato un architetto italiano.

Figlio dell'impresario edile Domenico e di Anna Maria Bertoja, Enrico Nordio si formò artisticamente presso il pittore berlinese Karl Friedrich Haase e l'architetto-ingegnere Giovanni Righetti; in seguito iscrisse alla Scuola di architettura dell'Accademia di belle arti di Vienna nel 1871 e diventò allievo di Friedrich von Schmidt, maestro del neogotico, con cui fece esperienza in grandi cantieri per il restauro del Duomo di Vienna, dell'abbazia di Klosterneuburg, il palazzo municipale di Vienna e l'Accademia croata delle Scienze e delle Arti a Zagabria. In seguito, collaborò nella capitale croata con Hermann Bollé per il restauro della Cattedrale di Zagabria e del santuario di Marija Bistrica.

Nel 1879 si trasferì a Trento, dove venne nominato direttore della Scuola professionale per la lavorazione della pietra (in seguito chiamata Scuola industriale), seguendo alcuni restauri fra cui quello per il duomo. Altri restauri riguardarono la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina (1881-82), la ricostruzione del campanile di Roncegno Terme (1884), la facciata neoromanica della chiesa di Malé (1886-94), la chiesa di San Pietro a Cembra (1886) e Castel Tirolo. Durante il soggiorno decennale a Trento, sposò Luisa Tacchi (1863-1958) ed ebbero sei figli, tra cui Umberto, anch'egli celebre architetto.

Nel 1887 vinse il premio ex aequo nel secondo grado nel concorso internazionale per la facciata del duomo di Milano. Tornato a Trieste nello stesso anno per insegnare disegno presso la neocostituita Imperial-Regia Scuola di arti applica, partecipò alla vita culturale e politica cittadina entrando nel Circolo artistico e del curatorio del Museo "Revoltella". Nella città giuliana, progetta la sede per la Cassa di risparmio (1891-1894), caratterizzata da uno stile neorinascimentale italiano.

Nel 1902 venne nominato conservatore della Zentral-Kommission per i monumenti storico-artistici dal Medioevo all'età moderna per Capodistria, Parenzo, Rovigno e Trieste.

L'uso degli stili storici, da cui non si allontanerà lungo la sua carriera professionale seppur filtrata dall'esperienza viennese, lo porta a realizzare edifici in stile italiano con declinazioni cinquecentesche: la sede del Creditanstalt (1907-1910) e l'imponente Palazzo di giustizia (1912-1926). Alcune variazioni formali sono rinvenibili nella chiesa di San Vincenzo de' Paoli (1890) e nell'ingresso per l'ospedale di Santa Maria Maddalena (1900). Negli anni 1912-1913 progettò, con più discrete citazioni storiche, diversi complessi residenziali di case d'affitto. Poco prima di morire, collabora con Giacomo Zammattio per la realizzazione della sede INAIL (1923-1935), completata poi dal figlio Umberto.

Opere:.1872-1883 - Nuovo palazzo municipale di Vienna

1881 - Restauro del duomo di Trento

1882-1892 - Restauro dell'abbazia di Klosterneuburg (Vienna)

1890 - Chiesa di San Vincenzo de' Paoli, Trieste

1891-1894 - Sede della Cassa di risparmio, Trieste

1900 - Palazzina d'ingresso dell'ospedale di Santa Maria Maddalena, Trieste

1907-1910 - Sede del Creditanstalt (poi Banca commerciale italiana), Trieste

1912 - Primo recupero della Tor Cucherna, Trieste

1912-1926 - Palazzo di giustizia, Trieste

1923-1935 Sede dell'Inail, Trieste


Umberto Nordio (Trieste, 7 marzo 1891 – Trieste, 28 ottobre 1971) è stato un architetto italiano.

Dopo aver frequentato il ginnasio comunale italiano "Dante Alighieri" di Trieste, si laureò al Politecnico di Milano nel 1919, iniziando subito dopo un periodo di apprendistato a Trieste nei cantieri del padre Enrico Nordio, affermato architetto triestino, in particolare nella sede INAIL (1923-1935) e nel Palazzo di Giustizia (1912-1926). Tra le sue prime opere si evidenziano le case popolari ICAM in piazza Foraggi (1925-1926) e le case Incis in viale Miramare (1929), di impostazione ancora accademica, insieme a edifici più utilitaristici come la Stazione marittima di Trieste (1926-1928).

Umberto Nordio mantiene nelle sue opere un forte interesse per il gusto novecentista, ma tende a renderlo intercambiabile con soluzioni più funzionaliste o talvolta dagli accenti classicisti monumentali. Dopo l'originale Casa del combattente e mausoleo di Guglielmo Oberdan (1929-1935) disegna diverse e contrastanti soluzioni per l'adiacente Casa del Balilla (1934), oggi sede della Regione e per la sede della RAS (1934). Negli stessi anni si apre a composizioni architettoniche più dinamiche mentre dalla seconda metà degli anni trenta la ricerca di un'architettura eloquente per l'ufficialità del regime fascista lo portano a partecipare agli importanti concorsi di progettazione a Roma per il Palazzo Littorio (1934), il Palazzo della Civiltà Italiana (1937) e il Palazzo delle acque e della luce (1938). Ma è a Trieste che realizza la sua maggiore opera di rappresentazione retorica del regime, nella nuova sede dell'università (1938-1950).

Nel dopoguerra assume sempre più un ruolo di guida per i giovani professionisti triestini e diventa una figura di riferimento per le istituzioni culturali e amministrative. L'attività professionale è molto intensa soprattutto nel primo decennio di ricostruzione postbellica, in cui Nordio ripropone gli stilemi delle sue ultime opere degli anni quaranta. In questo clima si inseriscono i progetti per il nuovo quartiere dell'Ente Fiera di Trieste (1949) e soprattutto il ruolo di guida del gruppo costituito con Romano Boico, Aldo Cervi e Vittorio Frandoli per la progettazione degli allestimenti delle principali navi da crociera degli anni cinquanta. Sempre più spesso progetta in collaborazione con altri professionisti, come nel quartiere Ina-casa di Chiadino (1955-1965) o nella sistemazione degli interni nella foresteria del Palazzo del Governo di Trieste (1962-1963) e della sede del Consiglio regionale (1966).

Opere:

1925-1926 - Case popolari Icam in piazza Foraggi, Trieste

1926-1930 - Stazione marittima di Trieste

1927 - Garage Società esercizi automobili (Sea), Trieste

1929 - Case Incis in viale Miramare, Trieste

1929-1935 - Casa del combattente e mausoleo di Guglielmo Oberdan, Trieste

1934 - Casa del Balilla, Trieste

1934 - Casa della Ras, Trieste

1934 - Casa d'appartamenti Zelco, Trieste

1935 - Centro di assistenza materna "Maria Cristina di Savoia", Trieste

1935-1938 Banco di Napoli in Largo Riborgo, Trieste

1936 - Casa a torre in largo Riborgo, Trieste

1938-1948 - Completamento dell'isolato in piazza Oberdan della ex Casa del balilla, Trieste

1938-1950 - Nuova sede dell'Università di Trieste

1939-1942 - Casa-alta Albori, Fiume

1941-1971 - Chiesa del Sacro Cuore, Trieste

1947-1952 - Scuola Morpurgo a Sant'Andrea, Trieste

1949 - Nuovo quartiere dell'Ente fiera di Trieste, Trieste

1949-1963 - Allestimenti di navi da crociera: Conte Biancamano, Australia, Augustus, Asia, Africa, Homeric, Galileo Galilei, Guglielmo Marconi, Oceanic, Raffaello

1950 - Cinema Ritz, Trieste

1955-1965 - Quartiere Ina-casa di Chiadino (con Lucio Arneri, Paolo Scarpa, Dino Tamburini, Mario Zocconi), Trieste

1955-1971 - Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, Trieste

1962-1963 - Sistemazione degli interni nella foresteria del Palazzo del Governo di Trieste

1966 - Sede del Consiglio regionale del Friuli-Venezia Giulia, Trieste