giovedì 9 novembre 2023

Giovanni Luppis

Giovanni Biagio Luppis (Fiume, 27 agosto 1813 – Laglio, 11 gennaio 1875) è stato un ufficiale italiano della marina austriaca e inventore. A lui è riconosciuta la costruzione del primo siluro moderno, perfezionata col britannico Robert Whitehead.

I suoi genitori erano Ferdinando Carlo Teo Riva, nobile di Parenzo e Lissa e Giovanna Parich, nobile di Ragusa. All'epoca la famiglia Luppis era una benestante famiglia di armatori tra le più importanti famiglie dell'Istria. Frequentò il ginnasio a Fiume e quindi la Scuola di Marina a Venezia che fungeva da accademia navale per la flotta asburgica. Entrò nella marina militare asburgica dove fu nominato cadetto nel 1837.

Volendo trovare un mezzo di difesa delle coste dalle incursioni navali, pensò ad un ordigno filoguidato che chiamò (in italiano) salvacoste. L'ordigno, che era lungo circa un metro, disponeva di due timoni, di una vela in materiale vitreo e di una carica esplosiva, che sarebbe stata azionata solo al momento dell'impatto. Vista però la scarsa affidabilità di questo primo prototipo, Luppis decise di sviluppare un secondo modello che chiamò 6m. Come il primo modello anche questo disponeva di due timoni, mentre se ne discostava per l'ubicazione della carica esplosiva, che era stata spostata a poppa del siluro. Il nuovo modello, pur offrendo maggiori garanzie rispetto al precedente, continuava a presentare alcuni problemi che ne limitavano considerevolmente l'affidabilità, tanto che, quando Luppis lo sottopose alla valutazione dell'apposita commissione istituita presso la regia marina militare austro-ungarica, esso fu respinto.

Fu quindi grazie al sindaco di Fiume Giovanni De Ciotta che Luppis conobbe l'ingegnere britannico Robert Whitehead, con il quale firmò nel 1864 un accordo di cooperazione nello sviluppo di un terzo prototipo.

Le modifiche apportate da Robert Whitehead furono fondamentali per il successo di questo terzo modello. Il nuovo prototipo disponeva di un sistema di guida semi-automatico che poteva tenere il siluro a profondità costante, misurava una lunghezza di 3,35 metri, pesava 136 chilogrammi e trasportava una carica esplosiva di circa otto chilogrammi. Il 21 dicembre 1866 i due presentarono il loro progetto nuovamente presso una commissione di valutazione della regia marina militare austro-ungarica. Il prototipo fu valutato in modo positivo e i due ingegneri furono incaricati di produrre un primo lotto che sarebbe servito a scopi sperimentali.


Robert Whitehead era stato contattato per assumere l'incarico di direttore nella Fonderia Metalli di Fiume che qualche anno dopo avrebbe assunto la denominazione di Stabilimento Tecnico di Fiume.


Nel 1873 lo Stabilimento Tecnico Fiumano dichiarò bancarotta e nel 1875 venne rilevato da Whitehead ed assunse la denominazione "Torpedo Fabrik von Robert Whitehead" prima vera fabbrica di siluri al mondo.



Irma Gramatica

All'anagrafe Maria Francesca Gramatica (Fiume, 25 novembre 1867 — Tavarnuzze, 14 ottobre 1962), è stata un'attrice italiana. Ebbe due sorelle, Emma e Anna, anche loro famose attrici.


Figlia di Domenico Gramatica e dell'istriana Cristina Bradil, rispettivamente suggeritore e sarta della compagnia di Luigi Monti, debuttò sulle scene a cinque anni nel dramma Cause ed effetti di Paolo Ferrari e subito dimostrò enormi possibilità. Da ragazzina recitò accanto ai grandi attori del momento come Cesare Rossi, Giacinta Pezzana, Flavio Andò ed Eleonora Duse affiancandoli nella Fedora di Victorien Sardou; con essi prese parte a una importante tournée in Sudamerica, dove iniziano a manifestarsi i primi sintomi di squilibrio: Irma tentò infatti il suicidio mangiando frutta esotica contaminata da febbre gialla. Il motivo è sconosciuto ma legato a difficoltà legate a un grande dolore interiore, di origini non sentimentali.


Nel 1892 divenne prima attrice giovane nella Compagnia di Italia Vitaliani e Vittorio Salsilli e nel 1895 entrò nella formazione di Napoleone Mozzidolfi, dove fu diretta da Alessandro Marchetti.

Perfezionò in questi anni il proprio eccezionale temperamento, adatto a un repertorio assai vasto. Si dimostrò sensibile sia al nuovo teatro che agli autori romantici dell'Ottocento. Dopo essere uscita dalla compagnia della Duse entrò in quella di Ermete Zacconi, attore che come affermò la stessa Gramatica «ebbe assoluta influenza sullo svolgimento delle mie facoltà artistiche».


Da qui iniziarono i grandi successi che portarono alla nascita della celeberrima Compagnia Talli-Gramatica-Calabresi.


Fu la prima Nennele in Come le foglie di Giuseppe Giacosa, Lisa in Dal tuo al mio di Giovanni Verga, Paolina in Sperduti nel buio di Roberto Bracco e soprattutto Mila di Codra nella Figlia di Iorio, che Gabriele D'Annunzio aveva scritto apposta per la Duse e che questa, ammalata, non poté portare sui palcoscenici. Di carattere scontroso e irritabile, e come ella stessa si autodefinì, «di indole severa».

Morì nella villa Giuseppina a Tavarnuzze il 14 ottobre 1962.

Glauco Gottardi

Glauco Gottardi (Fiume, 3 febbraio 1928 – Modena, 1º settembre 1988) è stato un geologo italiano.

Insegnante all'università di Modena e socio dei Lincei, svolse varie ricerche sulle zeoliti e scoprì con Stefano Bonatti la perrierite-(Ce). Da lui prende nome la gottardiite.

Guido Gerosa

Guido Gerosa (Fiume, 22 giugno 1933 – Rozzano, 15 febbraio 1999) è stato uno scrittore, giornalista e politico italiano.


Ancora giovanissimo iniziò a scrivere sul quotidiano La Provincia. Nel 1952, arrivò per lui il primo vero incarico, la collaborazione al giornale La Notte. Nel 1964 fu nominato corrispondente dagli Stati Uniti per Epoca, dove poté intervistare il senatore Bob Kennedy e Martin Luther King. Il 1968 fu l'anno in cui lasciò Epoca e venne assunto da Enzo Biagi al settimanale L'Europeo. Ben presto però abbandonò anche questa rivista, e dopo aver lavorato alcuni anni nella redazione di Gente divenne vice-direttore de Il Giorno fino al 1994. Pubblicò numerosi saggi e biografie. Eletto nella X legislatura col Partito Socialista, dal 1987 al 1992 ricoprì l'incarico di senatore della Repubblica. Morì a Rozzano nel 1999.


Opere


L'Arno non gonfia d'acqua chiara, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1967.

Guido Gerosa e Gianfranco Fagiuoli, Zagato, L'editrice dell'automobile, 1969.

Nenni, Collana Chi è? Gente famosa n.37, Milano, Longanesi, 1972.

Chi ha ucciso Ben Barka?, Collana Sottoaccusa, Milano, Fabbri Editori, 1972.

Cronache dell'età atomica, Torino, SEI, 1972.

G. Gerosa e Gian Franco Venè, Il delitto Matteotti, Collana I Documenti terribili, Milano, Mondadori, 1972.

La tragedia di Dallas, Collana I Documenti terribili n.5, Milano, Mondadori, 1972.

I missili a Cuba, Collana I documenti terribili, Milano, Mondadori, 1974.

I Cannoni del Sinai, Torino, SEI, 1975.

Libano. Tragedia di un popolo, Collana Dossier, Torino, SEI, 1976.

Il caso Kappler. Dalle Ardeatine a Soltau, Collana Dossier, Milano, Sonzogno, 1977.

Scheda bianca. Romanzo politico, La Collana del sale, C.U.M.I. Editore, 1977.

Ferragosto colpo di stato, Collana Angolo Rosso, Edizioni Elle, 1977 (pubblicato anonimo)

L'Italia di Carter, Mazzotta, 1978.

Le compagne. Venti protagoniste delle lotte del PCI dal Comintern a oggi narrano la loro storia, Milano, Rizzoli, 1979.

I signori della guerra 40 anni dopo. I leaders del secondo conflitto mondiale, Collana Il timone n.98, Pan editrice, 1980.

Mussolini (2 voll.), Collana Grandi del nostro tempo, Peruzzo Editore, 1982.

Craxi. Il potere e la stampa, Milano, Sperling & Kupfer, 1984.

Roberto Formigoni. Il movimento popolare e il suo leader, Musumeci Editore, 1985.

Il Generale, prefazione di Bettino Craxi, Novara, ERI-Edizioni-De Agostini, 1986.

La paura della verità: Ungheria 1956. Tutti i documenti del grande dibattito della sinistra italiana, Edimac, 1987.

Le 5 giornate di Milano, Nuova Eri, 1988.

Carlo V. Un sovrano per due mondi, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1990.

Il fiorentino che fece l'America. Vita e avventure di Filippo Mazzei 1730-1816, Milano, SugarCo, 1990.

Napoleone. Un rivoluzionario alla conquista di un impero, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1995.

Il re Sole. Vita privata e pubblica di Luigi XIV, Collezione Le Scie, Milano, Mondadori, 1998.

Dalla Breccia alle buche dell'Olimpica, in AA.VV., Il premier Ratzinger, Illustrazioni di Giuseppe Scalarini, Milano, RCS Periodici, 2009.

Giovanni Frau

Giovanni Frau (Fiume, 22 febbraio 1940) è un linguista e filologo italiano.


Laureato in Lettere e filosofia all'università di Padova (1964), ha insegnato presso la stessa e poi all'università di Udine, dove è stato docente di Linguistica e Filologia Romanza. È membro di vari enti culturali, storici e linguistici. Collabora con diversi periodici, sia nazionali che internazionali, ed è direttore della rivista Ce fastu?, organo della Società Filologica Friulana.


Gli studi di Giovanni Frau si sono indirizzati verso le lingue retoromanze e in particolare sul friulano.


Opere


Frau, Giovanni. "Dizionario toponomastico del Friuli-Venezia Giulia: Scolastica." (1978).

Frau, Giovanni. "The Linguistic History of Friulian." The Linguistic History of Friulian (2015): 13-29.

Frau, Giovanni. "Toponomastica preromana e romana nel territorio di Aquileia antica." Antichità Altoadriatiche (1979).

Vittorio Fossombroni

Vittorio Fossombroni (Fiume, 3 settembre 1892 – 6 agosto 1963) è stato un politico e avvocato italiano.


Avvocato di professione, fu parlamentare nella sola IV legislatura dopo essere già stato membro della Consulta Nazionale. Fu firmatario di 1 progetto di legge e autore di 1 interventi. Morì mentre era in carica come parlamentare.


mercoledì 8 novembre 2023

Enrico Fonda

Enrico Fonda (Fiume, 1892 – Parigi, febbraio 1929) è stato un pittore italiano.

Autore di paesaggi e scorci, in particolare della costa istriana, subì l'influenza della scuola di Burano. Sette sue opere sono conservate nelle collezioni d'arte della Fondazione Cariplo.


Si forma all'Accademia di Budapest e a Monaco di Baviera.


Dopo la prima guerra mondiale è a Firenze, dove studia la pittura macchiaiola, e a Venezia, dove entra in contatto con la Scuola di Burano, con pittori come Gino Rossi e Pio Semeghini, nel cenacolo di Ca' Pesaro.


Si dedica soprattutto alla rappresentazione del paesaggio istriano e, dal 1920, ottiene i primi riscontri positivi alle esposizioni della Fondazione Bevilacqua La Masa.


Nel 1924 si trasferisce a Milano. A contatto con il Novecento Italiano, e in occasione della partecipazione alla Prima Mostra del gruppo nel 1926, le sue composizioni diventano più solide.


Nel 1927 con la moglie Alfa Husak si trasferisce a Parigi, dove conosce Henri Matisse e approfondisce l'opera di Paul Cézanne e Pierre Bonnard ed espone al Salon d'Automne occasione nella quale il governo francese acquista un'opera ora conservata al Centre Pompidou. Presa dimora alla periferia della città, iniziò a dipingere ispirandosi alla Ville Lumiere ed ai suoi angoli più caratteristici, ma anche alla campagna delle periferie dove egli viveva.


Morì precocemente di polmonite a Parigi nell'inverno del 1929 lasciando la moglie in un clima di disperazione che la portò, molto presto, a suicidarsi sulla sua tomba, al cimitero di Père-Lachaise.


Di lui scrissero, fra gli altri, i colleghi Gino Rossi e Carlo Carrà e gli scrittori Giovanni Comisso e Giuseppe Prezzolini.